Un recente sondaggio di Termometro politico certifica il momento non facile per il Partito Democratico, alle prove con la fase delicata di costruzione dell'allleanza del campo largo. Il partito di Meloni tiene testa, mentre la Lega è in calo. E intanto il partito di Vannacci sfiora l'8%.

Bene il M5s, momento no per il PD

All'interno della principale coalizione d'opposizione si osserva una contrazione per il Partito Democratico: la formazione guidata da Elly Schlein è arrivata a toccare la quota percentuale più contenuta dell'ultimo biennio con un 20,7%.

Di contro, il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte vede risalire i propri consensi al 13%, riposizionandosi sui numeri registrati a metà anno. Nel medesimo schieramento, l'Alleanza Verdi e Sinistra registra un 6,2%, Più Europa si attesta sull'1,6% e Italia Viva di Matteo Renzi mantiene un 2,4%.

Numeri da tenere d'occhio per i principali partiti di opposizione in vista della costruzione dell'alleanza del campo largo. Per ora sono tanti i nodi da sciogliere, a cominciare dal modo in cui scegliere il candidato leader della coalizione. Sulla politica estera, e in particolare l'invio di armi all'Ucraina si sono finora consumati gli attriti più forti.

Meloni si conferma in testa, calo per la Lega

Nel sondaggio, per quanto riguarda il dato della maggioranza, il gruppo guidato dalla premier Giorgia Meloni si conferma in vetta alle preferenze.

Fratelli d'Italia infatti sale al 26,6%. Nello stesso perimetro governativo, Forza Italia rimane stabile toccando il 7,3%, mentre la Lega guidata da Matteo Salvini scende al 5,6%. Si nota in aggiunta la traiettoria crescente di Futuro Nazionale. Il movimento politico capeggiao da Roberto Vannacci è capace di raggiungere il 7,8% e posizionarsi davanti ad altre forze storiche dell'area moderata.

Al di fuori delle due coalizioni tradizionali troviamo Azione: la compagine guidata da Carlo Calenda mostra segnali di ripresa collocandosi al 3,1%. L'eventuale introduzione di modifiche al sistema elettorale, con possibili premi di maggioranza fissati attorno al 42%, potrebbe rendere determinante la collocazione di queste forze minori e delle formazioni emergenti per la futura composizione degli assetti di governo.