Un recente sondaggio di Ipsos Doxa curata da Nando Pagnoncelli riassume il panorama dell'opinione pubblica al rientro dalla pausa estiva, evidenziando il calo dei consensi per Meloni ma non per il suo partito e la crescita sempre più forte di Futuro Nazionale.

Calano Lega e Forza Italia

Leggendo il dato sulle indicazioni di voto Fratelli d'Italia mantiene la leadership al 26,4% rispetto all'ultimo mese. Numeri molto lontani di quelli di alcuni mesi fa quando toccava il 30% in varie rilevazinoi. La Lega mostra un ulteriore calo di quattro decimali e si porta al 4,7%, mentre Noi Moderati si attesta stabile all'1%.

Forza Italia registra una flessione di un punto percentuale collocandosi al 7,3%.

Di contro, Futuro Nazionale fa registrare una crescita consistente toccando l'8,8% con un incremento dell'1,7%. Per quanto riguarda le minoranze, il Partito Democratico arretra di sei decimali al 19,5%, il Movimento 5 Stelle rimane invariato al 14,5% e Alleanza Verdi e Sinistra si conferma al 6,3%. Si segnalano l'incremento di Più Europa al 2,1% (+0,7), la stabilità di Italia Viva al 2,1% e di Azione al 3%.

I numeri con o senza Vannacci

Nel sondaggio la proiezione riguardante le coalizioni indica che Vannacci può essere decisivo negli equilibri. La maggioranza uscente si fermerebbe al 38,7% contro il 44,5% dell'alleanza progressista allargata.

Viceversa, l'inclusione di Futuro Nazionale porterebbe il centrodestra al 45,7%, superando di misura il 45,2% del centrosinistra. Tale scenario configura una competizione estremamente serrata, poiché l'ingresso del movimento di Vannacci determina anche la perdita di una quota dell'elettorato moderato.

I dati di gradimento sull'operato dell'esecutivo e sul Presidente del Consiglio evidenziano flessioni: l'apprezzamento dell'esecutivo scende al 50%, due punti percentuali in meno rispetto a luglio, mentre la valutazione personale di Giorgia Meloni si attesta al 41%, in calo di un punto percentuali.

I giudizi sui singoli leader poi mostrano piccoli arretramenti per Antonio Tajani al 24% e per Roberto Vannacci al 19%, quest'ultimo penalizzato dall'aumento delle valutazioni sfavorevoli a fronte dell'incremento di consensi per la sua lista. Le tensioni e le iniziative politiche degli ultimi mesi sembrano quindi aver prodotto variazioni limitate, lasciando aperto il confronto in vista del prosieguo della campagna elettorale.