FI Giovani Umbria ha sollevato da Perugia una forte critica sull'impostazione di Umbria Vai, l'abbonamento al trasporto pubblico regionale da 70 euro. Il movimento giovanile sostiene che la misura "continua a non essere per tutti" a causa del limite Isee di 30.000 euro, previsto per una parte degli studenti. Questa contestazione emerge dopo l'integrazione dei criteri approvata dalla Giunta regionale il 2 settembre 2026.

Il gruppo degli studenti delle scuole superiori di FI Giovani Umbria, coordinato da Sabrina Barrucci e Andrea Urbani, chiede l'estensione della tariffa agevolata di 70 euro a tutti gli studenti umbri, eliminando la soglia economica per l'accesso.

La loro critica si concentra sulla disparità di trattamento tra le categorie di studenti.

FI Giovani Umbria ha evidenziato che, mentre per gli studenti universitari l'accesso all'abbonamento a 70 euro non prevede un limite Isee, per quelli delle scuole superiori tale requisito economico persiste. Il gruppo ha richiamato l'esempio delle famiglie appena sopra la soglia: con un Isee di 30.001 euro, il costo indicato è vicino ai 300 euro, contro i 70 euro per chi rientra nel limite di 30.000 euro. La richiesta politica è chiara: cancellare il limite e applicare la tariffa agevolata all'intera platea studentesca umbra.

Diritto allo studio e mobilità: il nodo Isee

La posizione di FI Giovani Umbria è strettamente legata al diritto allo studio e alla mobilità.

Il gruppo auspica che ogni ragazzo possa raggiungere scuola, università o luoghi di formazione alle stesse condizioni, indipendentemente dalla situazione economica familiare. Viene ricordato il precedente Pass Tpl, introdotto nel 2023 dalla Regione Umbria con un contributo economico e il sostegno del Comune di Perugia, allora guidato da Andrea Romizi. L'organizzazione ha anche sottolineato che il costo attuale dell'abbonamento, 70 euro, è 10 euro in più rispetto agli anni precedenti.

La richiesta centrale di FI Giovani Umbria resta quella di ampliare la platea per Umbria Vai. Il gruppo contesta l'assenza di un sistema a scaglioni e ritiene che il limite dei 30.000 euro crei differenze nette tra gli studenti delle scuole, impedendo un accesso equo a un servizio fondamentale per la loro formazione e vita quotidiana.