La recente Supermedia AGI/YouTrend del 1°ottobre 2026 evidenzia un quadro generale orientato alla stabilità, pur registrando alcune variazioni degne di nota nei consensi dei principali partiti. Si conferma in testa Fratelli d'Italia, mentre il PD è in un momento difficile in cui anche il cantiere del campo largo sta vivendo un percorso tortuoso.
Male il PD, bene il M5s
La forza politica guidata da Giorgia Meloni si conferma saldamente in testa alle preferenze, attestandosi al 26,8% e incrementando leggermente il proprio posizionamento rispetto alla precedente rilevazione grazie a un più zero virgola due per cento.
Alle spalle della formazione di governo, il Partito Democratico attraversa una fase di flessione, scendendo al 20,4% a causa di una perdita quantificata in zero virgola sette punti.
Questo scivolamento riduce temporaneamente la distanza tra i primi due partiti a 6,4 punti percentuali, inserendosi in una tendenza al ribasso che i flussi statistici segnalavano già da alcune settimane. Al contrario, il Movimento 5 Stelle interrompe la propria discesa e torna a crescere, guadagnando zero virgola tre punti e portandosi al 12,8%.
All'interno dell'area progressista, il dibattito sulle future strategie di alleanza e sulla costruzione del cosiddetto campo largo rimane aperto. Mentre la segretaria dem spinge per un fronte ampio che includa forze moderate e centriste oltre al M5S e ad Alleanza Verdi e Sinistra — quest'ultima posizionata al 6,3% —, l'ex premier Giuseppe Conte porta avanti il proprio progetto politico d'ascolto denominato "Nova", tracciando un percorso autonomo di confronto con i territori.
Vannacci si stabilizza
Nel sondaggio, nel perimetro del centrodestra e delle forze collegate, l'attenzione resta catalizzata dal dinamismo di Futuro Nazionale, la compagine capeggiata da Roberto Vannacci, che si colloca al 7,7%. Pur avendo rallentato la rapidità della propria ascesa iniziale, il nuovo movimento supera ancora una volta Forza Italia, la quale si attesta al 7,4%.
Sulla questione dei rapporti interni alla coalizione di governo, i vertici azzurri continuano a rivendicare il proprio radicamento storico sul territorio, minimizzando la portata delle oscillazioni nei sondaggi. Sul fronte delle altre forze minori, la Lega si ferma al 5,7%, mentre l'area centrista mostra una persistente frammentazione: Azione raccoglie il 3,2%. E poi tra gli altri partiti troviamo Italia Viva che si attesta al 2,2%, +Europa al 1,7%, il Partito Liberaldemocratico all'1,3% e Noi Moderati all'1,1%.