Il Coordinamento per la salvaguardia dei tribunali sub-provinciali abruzzesi ha rivolto un pressante appello alla Commissione Giustizia della Camera, sollecitando un’accelerazione nell’esame degli emendamenti al disegno di legge governativo A.C. 2646. L’obiettivo è portare rapidamente in Aula il provvedimento sulla revisione della geografia giudiziaria, garantendo la tutela delle sedi giudiziarie di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. La richiesta, formulata a Sulmona il 3 ottobre 2026, evidenzia l'urgenza che il Parlamento agisca con celerità, proponendo una soluzione alternativa qualora i tempi non fossero compatibili: l’inserimento della norma di salvaguardia in un altro provvedimento già all’esame parlamentare.
Questa posizione è stata definita al termine di una riunione svoltasi in modalità remota, alla quale hanno partecipato rappresentanti istituzionali e degli Ordini degli Avvocati dei quattro territori interessati. Il Coordinamento ha espresso una valutazione positiva sul fatto che la salvaguardia dei quattro tribunali non sia stata messa in discussione dagli emendamenti presentati. Tuttavia, ha manifestato profonda preoccupazione per la dilatazione dei tempi dell’iter parlamentare, ritenuta un ostacolo alla rapida definizione della questione.
L'urgenza per il Ddl A.C. 2646
La principale sollecitazione del Coordinamento è indirizzata alla Commissione Giustizia della Camera, con l'intento di completare l’esame degli emendamenti relativi all’A.C.
2646. Questo passaggio è considerato fondamentale per consentire un celere approdo del testo in Aula. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso parlamentare sulla revisione della geografia giudiziaria e mantiene come elemento centrale la salvaguardia dei tribunali sub-provinciali abruzzesi.
Il Coordinamento ha richiesto l’utilizzo di tutti gli strumenti parlamentari disponibili per evitare ulteriori slittamenti e ritardi. La preoccupazione principale riguarda la compatibilità dei tempi legislativi con l’esigenza impellente di arrivare a una definizione chiara e tempestiva della norma di salvaguardia. In questo contesto, l’organismo non ha indicato un abbandono del disegno di legge governativo principale, ma ha sottolineato la necessità di affiancare al percorso ordinario una soluzione alternativa, qualora l’iter primario non dovesse concludersi con la rapidità auspicata.
L'ipotesi del decreto-legge n. 168 come alternativa
Qualora l’iter dell’A.C. 2646 non dovesse procedere con tempi ritenuti compatibili e sufficientemente rapidi, il Coordinamento ha avanzato la proposta di riproporre la norma di salvaguardia all’interno di un altro provvedimento legislativo già all’esame del Parlamento. Tra le ipotesi concretamente indicate figura il decreto-legge n. 168 del 29 settembre 2026. Questo decreto, durante la sua fase di conversione, potrebbe essere impiegato come possibile veicolo per la disposizione riguardante i tribunali, assicurando così la continuità della loro tutela.