Il 2 ottobre 2026, Donald Trump ha dichiarato che l'Iran sarebbe "pronto a cedere" e che la questione si "concluderà molto in fretta". L'affermazione è stata rilasciata a Denton, in Texas, presso lo stabilimento della Peterbilt Motors, durante un evento elettorale per le midterm. Il presidente americano ha collegato le sue parole al confronto in atto con Teheran, suggerendo una possibile vittoria degli Stati Uniti subito dopo le elezioni, o addirittura anche prima.

Nel suo intervento, Trump ha espresso l'intenzione di chiudere rapidamente la questione iraniana.

Ha inoltre previsto che, una volta risolta la vicenda, i prezzi dell'energia potranno scendere in modo molto rapido. Il presidente ha sottolineato che gli Stati Uniti stanno cercando di agire "con le buone maniere" nei confronti dell'attuale leadership iraniana, pur riconoscendo l'incertezza sull'interlocutore nella leadership di Teheran.

Il contesto elettorale e l'impatto sull'energia

Il discorso a Denton ha inquadrato il dossier iraniano nel contesto della campagna elettorale per le midterm. Trump ha presentato la questione come un obiettivo da raggiungere in tempi brevi, parlando di una possibile vittoria degli Stati Uniti nel conflitto. Nel medesimo intervento, ha collegato i prezzi dell'energia alla rapida chiusura del dossier, anticipando un calo significativo e veloce.

L'evento si è svolto presso lo stabilimento Peterbilt Motors di Denton, in Texas. La dichiarazione è stata diffusa con dateline Washington il 2 ottobre 2026 alle 04:57. Non sono stati indicati dettagli operativi su eventuali passaggi negoziali o date specifiche per la conclusione della vicenda. Il punto centrale resta la convinzione di Trump sulla disponibilità iraniana a cedere e sulla rapidità con cui la questione potrebbe chiudersi.

I precedenti colloqui con Teheran

Già il 27 settembre 2026, Trump aveva anticipato l'attesa di nuovi colloqui con l'Iran per la settimana successiva. Questo dopo aver respinto una proposta iraniana per porre fine al conflitto. Il quadro negoziale vedeva mediatori del Qatar impegnati in una diplomazia indiretta tra Stati Uniti e Iran. I punti centrali riguardavano lo Stretto di Hormuz, il blocco navale statunitense, le esportazioni di petrolio, le sanzioni e le possibili concessioni nucleari.