Il senatore del Partito Democratico Walter Verini, ricoprendo il ruolo di segretario della Commissione Giustizia e capogruppo in Antimafia, ha sollevato da Perugia, il 3 ottobre 2026, una forte denuncia riguardo il sovraffollamento carcerario che affligge gli istituti penitenziari italiani, con un focus specifico sulla situazione in Umbria. La sua comunicazione, diffusa in serata, ha messo in evidenza numeri allarmanti relativi alla presenza di detenuti rispetto alla capienza regolamentare, sia a livello nazionale che nelle quattro carceri della regione umbra.

Verini ha dichiarato che il numero di detenuti nelle carceri italiane ha recentemente superato la soglia di 66.023 unità. Questo dato si confronta con una capienza regolamentare ufficiale di 51.295 posti, che, secondo le sue osservazioni, scende effettivamente a circa 48.000. Una discrepanza significativa che evidenzia una pressione insostenibile sul sistema penitenziario. Il senatore ha poi collegato questo quadro nazionale alla condizione degli istituti umbri, dove si registrano 1.666 detenuti a fronte di una capienza di soli 1.340 posti, indicando un eccesso di presenze di 326 unità.

La grave situazione nelle carceri umbre

Analizzando più nel dettaglio le quattro carceri dell'Umbria, Verini ha specificato che il superamento della capienza è particolarmente marcato.

A Terni, si contano ben 130 detenuti in più rispetto ai posti disponibili, e una situazione analoga si riscontra a Perugia, con uno scarto identico. A Spoleto, il numero di detenuti eccede la capienza di 50 unità, mentre a Orvieto il superamento indicato è di oltre 20 presenze. Questa criticità regionale è stata definita dal senatore come un "sovraffollamento grave", sottolineando la totale assenza di provvedimenti concreti volti ad alleggerire la pressione.

Tra le soluzioni proposte e non adottate, Verini ha menzionato l'implementazione di pene alternative alla detenzione e la cura in comunità per le persone tossicodipendenti, misure che potrebbero contribuire a ridurre il numero di presenze.

La critica del senatore è stata esplicitamente rivolta al Governo e al Ministero della Giustizia, ritenuti responsabili della mancanza di decisioni efficaci per affrontare una crescita costante delle presenze carcerarie.

Carenze di personale e problemi strutturali

Oltre alla questione del sovraffollamento, Verini ha posto l'accento sulla carenza di personale che affligge il sistema penitenziario. La sua nota ha evidenziato significative mancanze tra le fila della polizia penitenziaria, nelle figure socio-sanitarie e tra i mediatori culturali, ruoli fondamentali per la gestione e il benessere dei detenuti. Le dotazioni di personale recentemente annunciate sono state giudicate insufficienti e inadeguate rispetto all'entità del problema descritto, lasciando presagire un aggravamento delle difficoltà operative.

Il senatore ha inoltre richiamato l'attenzione sulle condizioni materiali di molti istituti, descrivendoli come segnati da usura, problemi di manutenzione, umidità diffusa e spazi inadeguati. In questo contesto di degrado strutturale e carenza di risorse, vengono segnalati con preoccupazione episodi di violenza, rivolte e atti di autolesionismo tra i detenuti. Verini ha concluso il suo intervento richiamando l'articolo 27 della Costituzione, che sancisce il principio secondo cui le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità, evidenziando come la situazione attuale delle carceri italiane sembri disattendere profondamente questo fondamentale dettato costituzionale.