Ancora campionamenti e analisi per l'aeroporto di Fiumicino. "Abbiamo disposto il campionamento delle superfici e contiamo di avere i risultati, speriamo positivi, per venerdì", così si esprime il commissario dell'Istituto superiore di Sanità, Walter Ricciardi. Il che lascia presupporre un barlume di speranza riguardo una possibile chiusura definitiva delle analisi post-bonifica eseguite sulle aree interessate dall'incendio che, due mesi fa, ha in parte distrutto il Terminal 3.

Tempi rapidi per i risultati delle analisi

Si chiedono "tempi certi", anche da parte di Franco Gabrielli, il prefetto che, nella giornata di ieri, ha convocato una riunione in merito alla situazione non proprio lodevole in cui versa lo scalo romano.

Tempi certi, ma anche abbastanza ristretti per ricevere le dovute risposte dalle autorità sanitarie. Lo scopo, ovviamente, è quello di dare la possibilità all'Enac di riportare alla riapertura totale di Fiumicino. Si parla di farlo entro il fine settimana, ma si sa che in questa situazione nulla è certo. Lo conferma anche Roberto Cini, assessore all'ambiente di Fiumicino, il quale aggiunge che ogni indagine deve essere condotta accuratamente per non correre il rischio di ritrovarsi con i dubbi riguardo lo stato di salubrità dello scalo. "Si è commesso all'inizio l'errore di minimizzare la portata dell'incidente, da parte di Enac e Adr", afferma. E se le attività di bonifica fossero state fatte sin da subito, forse oggi Fiumicino sarebbe alla sua normale operatività.

Si parlava di sedici porte chiuse, proprio nel Terminal interessato dall'incendio, diventate fondamentali.

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L'aeroporto, infatti, dovrà essere o tutto aperto o tutto chiuso. Determinanti, quindi, le decisioni che verranno prese entro venerdì, seguite da un avvio dei lavori di ripristino immediato, prima dell'arrivo dell'esodo per le vacanze estive che dovrebbe cominciare il 28 luglio prossimo. Tuttavia, se quelle sedici porte dovessero rimanere bloccate, l'aeroporto di Fiumicino è destinato a lavorare al 50 per cento e, probabilmente, ci si troverebbe costretti a dirottare i passeggeri intercontinentali a Malpensa.

Una situazione non semplice, dunque. Perchè, dall'aeroporto dipende anche molto del traffico della capitale. Basti ricordare il blocco capitolino proprio il giorno dell'incendio per avere una pallida idea di quella che è la situazione oggi. Non solo da un punto di vista del traffico urbano ed extraurbano, ma anche di quello ferroviario, visto che un solo treno collega lo scalo dalla capitale. Carenze strutturali "note", sottolinea il sindaco di Fiumicino, più urgenti da ripristinare e sviluppare del progetto di secondo aeroporto, che altro non è se non l'ampliamento previsto del Leonardo da Vinci grazie ad una quarta e quinta pista. Ci sarebbe, quindi, la necessità di una "profonda ristrutturazione".

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