Lo scorso 20 giugno più di un milione di persone ha pacatamente ma caparbiamente manifestato, in piazza San Giovanni, contro il disegno di legge Cirinnà, proposta che intende equiparare le unioni di fatto tra coppie gay al matrimonio civile, aprendo così la porta a un guazzabuglio di diatribe morali, psicologiche e sociali su cui medici, educatori, filosofi, scienziati e intellettuali di tutto il mondo si stanno confrontando, non senza accese e inquietanti prospettive culturali e di pensiero. Eppure, la senatrice Monica Cirinnà tira dritto e spera di far approvare il suo ddl in sordina, addirittura prima che al Palazzo del Senato rintocchi la campanella delle ferie estive.

E così Massimo Gandolfini - presidente del comitato "Difendiamo i nostri figli" - ha deciso di avviare una campagna nazionale per raccogliere le firme di tutti gli italiani che non approvano l'equiparazione delle convivenze omosessuali alla famiglia fondata sul Matrimonio. "Le persone omosessuali" - commenta Gandolfini - "già oggi godono di un’ampia gamma di diritti e vivono la loro relazione senza discriminazioni e senza bisogno di alcun riconoscimento pubblico. Per questo inonderemo il Parlamento con le firme democraticamente raccolte di milioni di italiani, per riaffermare il superiore interesse dei minori di crescere con la loro mamma e il loro papà. Il DDL Cirinnà va integralmente respinto visto che antepone i capricci degli adulti ai diritti dei bambini”.

La petizione pubblica, partita il 29 luglio alle 15 proprio davanti a Palazzo Madama, proseguirà attraverso diffusione capillare nei numerosi siti internet che patrocinano l'iniziativa, come pure in tutte le piazze d'Italia mediante appositi stand e gazebi opportunamente allestiti.

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Matrimonio gay, e poi?

La preoccupazione più avvertita dalle numerosissime famiglie che aderiscono alla petizione è che l'approvazione del ddl non solo concederebbe alle coppie gay tutti gli identici diritti della famiglia naturale costituita sul matrimonio, ma - quel che "naturale" proprio non pare - si autorizzerebbero tutte le coppie omosessuali ad adottare bambini e conseguentemente favorire le fecondazioni artificiali a proprio piacimento, con risultati che vanno ben oltre la capacità della ragione di vagliare conseguenze fisiologiche, psichiche e umane che ancora sfuggono al pensiero degli esperti.

Da tempo su alcuni media si sfoderano immagini e descrizioni inneggianti alle famiglie formate da due papà o da due mamme, senza citare addirittura casi in cui si ascoltano bambini raccontare che la loro famiglia è composta da più mamme e più papà... Ma abbiamo ponderato bene a chi va il tornaconto di questo scardinamento socio culturale e psicologico? Sarà vero che i nostri figli cresceranno felici e realizzati senza il legame biologico connaturale che già tanto viene minato in questa società "liquida" e senza saldi punti di riferimento?