È lotta serrata contro il cosiddetto fenomeno del tavolino selvaggio a Roma. La procura della Capitale ha posto sotto indagine nove soggetti titolari di ristoranti e bar che, qualche tempo fa, avevano subito il sequestro dell’arredamento adibito, in maniera del tutto abusiva, all’esterno dei locali. L’inchiesta della procura è stata messa in piedi perché i ristoratori avrebbero abusato, per svariati mesi, del suolo pubblico romano, causando, di fatto, un danno al decoro della città. Per di più, il fenomeno dei tavolini selvaggi sta portando – secondo alcuni commercianti – ad una omologazione al ribasso degli arredi per esterni.

Roma e il disagio causato dai tavolini selvaggi

Le irruzioni della polizia di Roma Capitale avvengono, ormai, sempre più spesso, per cercare di porre freno a questa (indecorosa) situazione.

L’ultima retata dei vigili c’è stata il 15 maggio 2016, giorno in cui sono stati posti sotto sequestro gli arredi esterni del ristorante ‘Bellacarne’, sito in via del Portico d’Ottavia. Il ristorante, pur avendo ricevuto - nei mesi passati - un provvedimento amministrativo da parte del comune, aveva proseguito a sistemare, illegalmente, i tavolini all’esterno del posto. Tutti gli altri otto indagati possiedono le proprie attività di ristoro nel centro storico di Roma.

Roma, omologazione al ribasso degli arredi per esterni in seguito ai blitz

Nonostante i numerosi blitz, in seguito ai quali è stata sequestrata una mole considerevole di arredi per esterni, i ristoranti e i bar di Roma starebbero, comunque, continuando ad occupare abusivamente il suolo pubblico. Ciò è dovuto ad un espediente che i titolari avrebbero trovato per ovviare a questa situazione: collocare, all’esterno dei propri locali, merce di scarsissimo valore (spesso anche vecchia e usata).

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Tutto questo, come spesso succede in questi casi, va a danno della propria città di appartenenza, contribuendo, di fatto, ad incrementare l'indecorosità (agli occhi dei turisti e dei cittadini) di Roma.

Servirebbe, di sicuro, una maggior regolamentazione (con pene più severe che il semplice sequestro) per questo fenomeno che sta prendendo, via via, sempre più piede.

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