E’ in corso una retrospettiva fino al 1 dicembre sull’artista Hermann Corrodi (Frascati- 1844, 1905-Roma) alla galleria Berardi, nel cuore di Roma, che illumina sul suo corpus artistico dedicato alle suggestioni paesaggistiche.

Costui erede dell’habitus pittorico di Poussin e Lorrain, possiede un imprinting da parte paterna che lo educa a una certa visione creativa. Il padre svizzero, Salomone, gli trasferisce le nozioni di luce, di “verosimile”, gli accorgimenti e la dedizione al dato naturale.

I viaggi sono una costante della sua esistenza e le opere sono intrise dal senso della fascinazione per questi luoghi. L’Oriente carpisce la sua immaginazione, liberandola, destinazioni come Costantinopoli, la Siria, l'Egitto, Cipro, Terra Santa.

Peregrinò fino al Montenegro, Corsica, Londra, Parigi. L’Altrove è la sua meta e il suo monito. Il suo primo amore rimane la "città eterna".

Una visione dell’Occidente e dell’Oriente filtrata da un intimismo e un simbolismo che trascende il dato esclusivamente reale, e seppure contemplando la verità, trasporta lo scenario in una dimensione ideale. Fedele alla realtà, ma venato da un sentire peculiare, di un senso della meraviglia che riporta su tela un Oriente filtrato da un occhio nordico, data la sua origine da parte di padre. Hermann ha un misticismo spiccato che pervade le sue tele caratterizzandole attraverso una luce misterica che affascina lo spettatore.

Questo è il taglio che viene dato all’esposizione temporanea che si focalizza sulla poetica di un viaggiatore nel quale risuonano le vibrazioni dei luoghi visitati, commistione di curiosità e di rispetto per l’immensità del creato che lo circonda.

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Un vedutismo ottocentesco, peculiare nel suo assetto tardo-romantico, che trascina lo spettatore in questa dimensione evocativa.

Mostra preziosa e curata nei particolari come sempre alla galleria Berardi che offre al pubblico delle scelte di qualità. Per chi fosse interessato è disponibile in galleria anche una monografia dettagliata su Corrodi, a cura di Teresa Sacchi Lodispoto e Sabrina Spinazzè.