Il commercio on line haavuto negli ultimi anni largo seguito. Spesso si tratta solo di unamoda, o meglio un metodo per avere capi firmati o particolari daindossare, un metodo per avere larga scelta come nel caso dei libri,altre volte si tratta di una pratica volta a mantenere una certa privacy o comunque a sfuggire alle maglie della legge.

E'così soprattutto per i farmaci e un caso ne è il viagra, diventato forse il farmaco più venduto al mondo.

In Europa, l'Italia si piazza la secondo posto per l'uso. E' anche il farmaco più imitato, spesso vendutoproprio on line anche se necessita di prescrizione medica almeno in Italia a causa delle vistose controindicazioni che accompagnano alcune patologie.

Per il commercio on line di farmaci il problema principale è dato dalle diverse norme cheregolano i diversi settori nei vari Paesi del mondo, infatti, con questo mezzo, dall'Italia è possibile ordinare e ricevere prodottiprovenienti da qualsiasi parte del mondo.

Iltentativo di arginare le violazioni di norme che mettono in pericolola Salute pubblica deve quindi fare i conti con la vastità dellarete, nonostante questo la soluzione c'è. Ne è un esempio l' ordinanzadel TAR del Lazio n° 4216/13.

L'ordinanza vedecome parte in causa il Ministero della Salute e l'Autorità garante per la concorrenza, Antitrust, rappresentate in giudiziodall'Avvocatura dello Stato, verso una società che ha depositi nel RegnoUnito e vende on line farmaci che in Italia necessitano diprescrizione medica.

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Salute

In questoprocedimento, i responsabili del sito avevano chiesto la sospensionedi un provvedimento dell'agosto 2013 con il quale l'autoritàAntitrust aveva inibito la vendita on line verso l'Italia, inparticolare con tale provvedimento "sospende ogni attività divendita on line di farmaci etici (...) tramite i siti internetindividuati dai nomi dominio 121doc.net, 121soc.net e121doc.itaccessibili mediante richieste di connessione provenienti dalterritorio italiano" (testo dell'ordinanza in questione).

Il TAR del Lazioha confermato questo provvedimento con l'ordinanza citata.

Non è il primoprovvedimento in materia: già negli anni passati ve ne erano statialtri sempre su siti che pur apparendo come italiani poi rimandavanoper l'ordine a siti localizzati in altri Paesi.

La legislazione inmateria purtroppo ancora non è uniforme neanche nell'ambitodell'Unione Europea anche se vi è una direttiva, 2012/62/UE, chepermette l'apertura di farmacie on line e quindi permette di operarelegalmente nel settore, però fa salva la legislazione dei Paesimembri in materia, di conseguenza continua a valere il divieto divendita on line per i farmaci che richiedono la prescrizione medica.La direttiva ha anche lo scopo di limitare la possibilità dellacontraffazione medica che sempre più spesso mette a rischio lasalute pubblica.

Resta un settoredelicatissimo, dove è importante anche la sensibilità di ogniacquirente che deve sapere quanto può essere rischioso assumeremedicinali senza la supervisione di un medico.

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