Anche se i media non dedicano molto spazio alla cosa, sono veramente preoccupanti i dati che emergono da recenti studi sull'uso di stupefacenti tra i più giovani, nel nostro Paese.

Dopo qualche anno, relativamente tranquillo, infatti, ora gli adolescenti italiani hanno ricominciato ad avere un notevole interesse per la droga.

Ben 16mila giovani studenti, di età compresa tra i 15 e i 19 anni sono già schiavi della dipendenza da eroina, più di 55mila fanno uso di cocaina in modo ormai cronico, e una vera e propria massa di circa 520mila giovanissimi fuma abitualmente spinelli.

Si stima siano almeno 75mila i ragazzi sotto i 20 anni che fumano in media uno spinello al giorno. Il segnale è decisamente preoccupante, e dimostra che le politiche avviate con la legge Fini-Giovanardi del 2006 si sono rivelate inefficaci.

L'uso di cannabis è tornato a crescere, e oggi il principio attivo è molto più concentrato di un tempo, pertanto non vale più la tradizionale, anche se da sempre discussa, distinzione tra droghe leggere e pesanti.

Anche l'uso di extasy, e altre sostanze molto pericolose, continua a preoccupare, è tempo di intervenire in modo realmente efficace. Si attendono risposte dalla politica.
Per prima cosa andrebbero capiti i motivi che spingono così tanti giovani a provare la droga e, in molti casi, a restare intrappolati in un meccanismo che li stritola lentamente.
Il proibizionismo, come c'ha insegnato il passato, anche recente, non è la strada giusta, ma di certo non si può rimanere a guardare o, peggio, girarsi dall'altra parte. Bisogna ridare speranza ai più giovani, per assicurare un futuro a tutti noi.
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