La Clinica Universitaria di Londra ha aperto un servizio mensile dedicato in particolare alle minorenni, al di sotto dei 18 anni, già vittime o che possono essere oggetto di mutilazione genitale femminile, FGM. Secondo Equality Now e l'Università della Città di Londra, se le famiglie vengono educate sulle implicazioni di questa pratica, si potrebbero evitare molte mutilazioni. La clinica opererà in collaborazione stretta con famiglie, servizi sociali e polizia e offrirà, se necessario, servizi di indirizzo e di chirurgia correttiva.

La FGM è una pratica molto diffusa nei paesi del Nord Africa e dell'Africa Orientale. Anche se spesso attribuita all'Islam, in realtà non se ne fa cenno sia nel Corano che nella Sunna, la raccolta dei detti del Profeta, e molte guide spirituali islamiche si sono pronunciate contro. D'altra parte, questa tradizione ha radici profonde e lontane, come istituto culturale, in paesi come Eritrea, Somalia, Kenya, Sudan ed Egitto.

Senza entrare in particolari scabrosi, la procedura può essere, in molti casi, terribilmente invasiva. L'intervento è praticato per mantenere la castità delle donne, ma è causa, troppo spesso, di infezioni massicce e di una ridotta stimolazione sessuale per tutta la vita. Le infezioni che non vengono prontamente curate possono condurre ad una serie di problemi sanitari, inclusa la sterilizzazione, e a cicatrici permanenti che possono impedire un parto normale e condurre eventualmente alla morte.

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Salute

In molti paesi, incluso il Regno Unito, la pratica della FGM è illegale in tutte le sue forme. Per le donne che l'hanno subita e che vivono in occidente, essere "marchiate" può causare un certo numero di problemi psicologici. Di solito è la madre che l'organizza, e sono altre donne che eseguono l'intervento. Nelle campagne sociali volte ad eradicare la pratica, alcuni patrocinatori hanno trovato che era talvolta più efficace rivolgersi ai padri, che ne sanno molto poco delle conseguenze della pratica.

Una giovane e moderna donna di 27 anni che vive nel Regno Unito ha acconsentito a parlare della sua esperienza di FGM. Figlia di immigrati dall'Eritrea, ha subito l'intervento, non troppo invasivo, quando era bambina. "La cosa peggiore - ha dichiarato - è che la gente pensa che io sia una donna mancata a causa di questo. C'è un marchio di infamia che contrassegna la pratica e per questo ne parlo raramente con chi esco.

Tutti danno per scontato che io sia stata profanata e rovinata ... ma non ho bisogno della loro pietà". Ha una attività sessuale normale e può raggiungere l'orgasmo, con la persona giusta, come tutte le altre donne. "Sono ancora una donna completa, e non mi sento limitata". Non farà mai subire lo stesso rituale a sua figlia, ma non per questo ne vuole ai genitori per quello che le hanno fatto. "Era un fatto culturale, e non conoscevano altro.

Se qualcuno avesse spiegato loro che era una cosa sbagliata, o anche solo non necessaria, probabilmente non l'avrebbero fatto. E' solo una questione di educare la gente".

Questo è esattamente ciò che intende fare la clinica FGM per ragazze. Mentre molti in occidente vedono la FGM come una cosa impensabile, l'intento della clinica non è di giudicare o di punire, ma semplicemente di aiutare genitori e figlie che sono coinvolte nella pratica. Con la speranza che, entrando in contatto con le giovanissime che subiscono la FGM, e aprendo un dialogo, si possa definitivamente arrestare l'ondata di questo rito odioso per le future generazioni.

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