In vendita da oggi in via sperimentale in Giappone e in Italia, precisamente a Milano: la sigaretta iQos si distanzia sia dalle classiche sigarette che da quelle elettroniche grazie alle sue particolari caratteristiche. In primis, si tratta della prima sigaretta che non produce fumo. Probabilmente vi starete chiedendo come ciò sia possibile e la risposta si nasconde nel fatto che non viene utilizzata alcun tipo di combustione in iQos.

Il tabacco viene riscaldato a temperature notevolmente più basse, circa 350 gradi, grazia ad una lamina di platino presente all'interno della sigaretta.

Pubblicità

Il funzionamento è garantito da una batteria interna, utilizzata per il riscaldamento del tabacco, che si ricarica grazie ad una presa USB. Non bisogna poi dimenticare le ricariche di tabacco che dovranno essere acquistate volta per volta (20 cariche al costo di 5 euro).

Benefici per la salute?

Non si tratta di un prodotto economico, tutt'altro. Il costo delle ricariche è come quello di un normale pacchetto di sigarette e iQos dovrebbe costare circa 70 euro (caricatore compreso), ma forse ci sarà qualche beneficio per la salute.

Dico forse perché in realtà i test clinici iniziati dall'azienda non sono ancora stati completati, bisognerà aspettare ancora un anno per sapere se iQos fa meno male di una normale sigaretta (forse era meglio terminare prima gli studi, non trovate?).

L'azienda crede molto in questo progetto, basti pensare che sono già stati investiti circa 2 miliardi di dollari. Se la prima fase di sperimentazione darà risultati positiva, una parte della produzione di iQos avverrà in Italia, precisamente nello stabilimento di Zola Predosa, grazie ad un investimento di altri 500 milioni e 600 nuovi posti di lavoro.

Pubblicità

Per ora il progetto è ancora da completare, da definire, e sicuramente arriveranno norme specifiche che ne regoleranno l'utilizzo. La sigaretta iQos è pronta, ma credo sia importante attendere i risultati dei test clinici per poter valutare l'acquisto. Non fumare sarebbe la cosa migliore, ma se proprio non se ne può fare a meno, meglio sfruttare la tecnologia moderna.