L'autismo è un insieme di disturbi dello sviluppo neurologico tra i più diffusi, con un notevole impatto per la società. La patologia è caratterizzata da un deficit in entrambe le funzioni: sociali e cognitive. Anche se la causa, rimane a oggi sconosciuta, i principali risultati dimostrano come sulla malattia incidano il ruolo dei fattori genetici e quelli ambientali. Recenti ricerche riportano come i fattori ambientali possano anche interagire con il profilo genetico.

Vaccini-autismo

Le polemiche circa il collegamento autismo-vaccino, hanno suscitato notevole interesse da parte dei media. Questa relazione dipende dall'ipotesi che i vaccini, in particolare quello del morbillo-parotite-rosolia (MMR) e vaccini contenenti thimerosal, organo mercuriale utilizzato per la conservazione del vaccino, siano associati all'autismo. Una commissione dopo aver esaminato attentamente gli studi epidemiologici riguardanti il nesso causale e gli studi dei potenziali meccanismi biologici con cui queste vaccinazioni potrebbero provocare l'autismo, conclude che non c'è nessuna relazione per l'insorgenza del disturbo.

Essa, inoltre, ritiene che i potenziali meccanismi biologici indotti dal vaccino nello sviluppo dell'autismo ad oggi proposti sono solo teorie. In più, la commissione sostiene che i finanziamenti disponibili per la ricerca sull'autismo devono essere indirizzati verso settori scientifici più promettenti. A fronte di queste ricerche, alcuni studi rivelano, al contrario, concreti timori sulla sicurezza dei vaccini contenenti thimerosal, il quale si è rivelato essere un veleno con diversi eventi avversi e quindi vi è un chiaro motivo di preoccupazione.

Tale ipotesi è avvalorata da studi condotti sugli animali che dimostrano di fatto una relazione tra vaccini contenenti thimerosal e malattie dello sviluppo neurologico. Nel 1999, la FDA proibì l'uso di tale sostanza nelle farmacie e sin dal luglio del 1989 spinse i produttori a rimuovere il thimerosal dai vaccini. Oggi, molti vaccini sono prodotti senza thimerosal o ne contengono solo una "traccia", ma non è stato imposto il divieto di vendita di quelli prodotti sino ad allora.

La storia

Nel 1998, un medico inglese, Andrew Wakefield e co-autori hanno pubblicato su "Lancet" uno studio che descrive 12 pazienti con condizioni infiammatorie croniche intestinali e affetti da autismo. Gli autori hanno ipotizzato che il vaccino MMR poteva essere stato responsabile della disfunzione intestinale che successivamente ha portato i disturbi dello sviluppo neurologico. Il suggerimento che il vaccino MMR possa causare l'autismo attraverso un'infezione intestinale persistente ha destato molto interesse in quanto ha fornito un possibile meccanismo biologico per un'ipotetica associazione causale.

Gli studi epidemiologici, tuttavia, non hanno trovato un'associazione tra vaccinazione e l'autismo. Nel 2004, il giornalista Brian Deer ha condotto un'accurata indagine che ha rivelato come la ricerca di Wakefield presentava molti aspetti irregolari ed è stata effettuata con obiettivi prevalentemente economici. I due autori sono stati espulsi e l' articolo è stato rimosso. Le ricerche scientifiche condotte in questi ultimi anni confermano l'inconsistenza del rapporto causale tra il vaccino MMR e l'autismo.

Mentre possibili altri fattori di associazione, come processi autoimmuni, iperattivazione dei mastociti a livello ipotalamico, l'uso di paracetamolo nei bambini geneticamente predisposti sono attualmente allo studio.

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