Un eccezionale successo nel campo delle neuroscienze

Immaginate un futuro nel quale persone con problemi di natura neurologica possano fare riferimento ad un cervello pienamente funzionante per reimparare a muovere una gamba paralizzata, o nel quale diversi cervelli possano essere collegati tra loro per controllare macchine e robot.

Grazie ad un'incredibile ricerca nel campo delle interfacce cervello-cervello, degli scienziati hanno dimostrato che un gruppo di animali, semplicemente con il potere della mente, si è rivelato capace di unire le forze per risolvere problemi, e gli sviluppi di questo esperimento potrebbero essere enormi.

Un team eccezionale

Il lavoro del team del ricercatore Miguel Nicolelis, della Duke University nel North Carolina, USA, è stato pubblicato quest'oggi nella rivista Scientific Reports, ed è stato caratterizzato da due esperimenti separati.

Nel primo studio, tre macachi Rhesus (Macaca mulatta) posti in stanze separate sono stati collegati insieme tramite elettrodi in una vera e propria brainet (rete di cervelli), ed è stato quindi affidato loro il compito di controllare con il pensiero un braccio virtuale su uno schermo.

Tramite pensieri specifici, ogni primate poteva controllare il braccio su due assi, in modo tale da arrivare a del succo di frutta scelto dagli scienziati come premio.

La scelta della libertà di movimento limitata a 2 assi su 3, costringeva quindi le scimmie a lavorare in team per raggiungere il premio e gli scienziati, a fine esperimento, hanno dimostrato che i pensieri delle scimmie erano più correlati, migliorando le prestazioni mano a mano che si ottenevano i premi.

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Scienza

Due studi

Nel secondo studio, quattro ratti sono stati interconnessi tramite elettrodi ed è stato affidato loro il compito di risolvere alcuni problemi computazionali per guadagnare il premio, in questo caso acqua. Uno dei problemi prevedeva la predizione della probabilità di pioggia basandosi su temperatura e pressione, ed incredibilmente i ratti si sono dimostrati efficaci nel 41% dei casi, superando la semplice casualità.

Grande ottimismo per gli sviluppi futuri

Andrea Stocco, originario di Palmanova (UD) ed adesso ricercatore per il Dipartimento di Psicologia presso l'University of Washington a Seattle, sebbene non coinvolto nella ricerca, ha riferito al New Scientist: "Questa ricerca è incredibile: stiamo riuscendo a creare un superorganismo campionando diversi neuroni da diversi animali e facendoli lavorare insieme".

"Questo", aggiunge Nicolelis, "rappresenta la prima dimostrazione della realizzabilità di una macchina controllata da un gruppo di cervelli, dopo decenni di studi sugli animali, con ottime prospettive nelle applicazioni mediche".

In questa ricerca, sono stati necessari degli impianti per monitorare l'attività cerebrale di oltre 700 neuroni in ogni animale, ma i ricercatori sperano che in futuro possa essere usato un metodo non invasivo, che aprirebbe nuove porte per le applicazioni sugli uomini: computer organici ottenuti connettendo insieme dei cervelli, o persone neurologicamente disabili che imparano nuovamente ad usare gli arti paralizzati.

I possibili sviluppi di questo traguardo delle neuroscienze sono certamente molteplici, ma si attendono ovviamente gli sviluppi futuri essendo questo il primo tentativo di successo.

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