La chemioterapia è quella branca della medicina farmacologica che ha studiato, studia, e prosegue nello sviluppo di farmaci selettivi per combattere e distruggere le cellule tumorali degenerate che stanno trovando 'vita' e insorgendo nell'organismo ospite di qualunque individuo. Negli anni sono giunti efficaci e combattivi 'antidoti' in grado di tenere sotto controllo le cellule tumorali, e malgrado le promesse portate dalla terapia a bersaglio molecolare, che si differenzia perché mira direttamente alle cellule dei tumori rispetto alla chemioterapia 'normale', che aggredisce anche le cellule sane, si prosegue nell'utilizzo dell'obsoleta tradizione  che sembra non avere alternative migliori.

Statistiche della sopravvivenza ai tumori

Malgrado le nuove terapie molecolari, l'originale principio della chemioterapia resta il caposaldo della cura contro i tumori; ovviamente a braccetto con la chirurgia e la radioterapia (branca della medicina che si serve di radiazioni ionizzanti), per combattere e danneggiare la genetica delle cellule malate impedendone la diffusione. La stessa storia chemioterapica indica il cambiamento in più di sessant'anni di insuccessi e vittorie, e proprio in questi anni si è appreso e si sono rivisti i dosaggi contro lo sviluppo dei tumori, favorendo la tolleranza agli effetti collaterali delle cure.

Le statistiche mediche fornite da Airtum-Aiom, per gli anni '90/'92 e per il 2005/2007, elencano una percentuale di sopravvivenza alla diagnosi dei tumori, dopo 5 anni dall'insorgenza, per gli uomini, dal 39% al 57% e per le donne, dal 53% al 63%. 

I successi della chemioterapia associata

Grazie alla chemioterapia, associata ai nuovi farmaci chemioterapici, si è riusciti ad aumentarne l'efficacia rivoluzionando la storia della malattia, sia nella cura che nella prevenzione di una ripresa della metastasi.

Su questi accertati cambiamenti evidenziamo ancora una volta i dati Airtum-Aiom, sui successi avuti contro la diagnosi di tumori alla mammella; numeri passati dai 692.995 del 2010 agli 824.616 del 2015 (+19%), e quelli guariti di tumore al colon, dai 427.562 del 2010 ai 517.350 del 2015 (+21%). Certamente il successo di questi dati è dovuto alle terapie a bersaglio molecolare mirato, che sembrano ottenere, grazie anche al mix della chemioterapia farmacologica, una percentuale di guarigione molto più elevata rispetto agli anni passati.

A questo proposito, Annamaria Molino, direttrice dell'Uoc di Oncologia dell'Ospedale Civile di Verona, precisa che anche la terapia a bersaglio molecolare non è esente da effetti collaterali, ma è dichiarata vincente se integrata a quella tradizionale. 

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