Una dieta grassa può attivare una proteina, il frammento del complemento C5a. Si tratta di un pezzo di proteina che viene liberata da una proteina più complessa, chiamata Complemento C5, ad opera di un enzima chiamato C5-covertasi, che libera due frammenti detti C5a e C5b. Entrambi i frammenti hanno delle importanti funzioni,il C5a è coinvolto in una serie di reazioni infiammatorie, liberazione di istamina e reazioni allergiche. La C5b invece è coinvolta in meccanismi di difesa, compresi quelli che sono alla base della risposta, delle membrane cellulari, all’attacco di attacchi esterni (un arma del sistema immunitario innato).

Una dieta ricca di grassi attiva il frammento C5a che può favorire uno stato infiammatorio intestinale e l’insorgenza del cancro.

Una dieta grassa può essere molto pericolosa

Che i cibi molto grassi non facciamo bene è noto a tutti. Ma questo è stato associato principalmente alla linea, al peso, al contrasto all’obesità. Ora una ricerca, pubblicata su Molecular Cancer Research, da Stephanie K. Doerner e collaboratori, svela che una dieta grassa fa scattare dei meccanismi che portano alla liberazione di citochine pro-infiammatorie e pro-oncogene. Questi meccanismi si originano dall’attivazione del frammento di complemento C5a.

E’ infatti noto che bloccando C5a si ha una riduzione dell’infiammazione e della poliposi intestinale.

Il team di Doerner ha usato un modello animale (topi) per studiare gli effetti di una dieta grassa su C5a. Il risultato è stato che un aumento delle neoplasie intestinali è principalmente associato ad una dieta ricca di grassi, piuttosto che all’obesità e alle condizioni metaboliche. In altri termini, un obeso o un diabetico non hanno un maggior rischio di sviluppare un cancro al colon mentre una persona sana, con un peso corporeo regolare ma che si alimenta con cibi molto grassi, in base ai risultati di questo studio, corre maggiori rischi e questo per l’attivazione del frammento di complemento C5a.

Questo studio fornisce anche un'altra indicazione, ovvero che il C5a può rappresentare un target farmacologico e che un suo blocco, attraverso un trattamento farmacologico specifico, potrebbe contrastare l’insorgenza del cancro al colon.

Il frammento di complemento C5a

Tra i componenti essenziali del nostro sistema di difesa immunitaria ci sono gli anticorpi e il sistema di complemento.

Si tratta di un insieme di proteine circolanti o legate alle membrane cellulari che, in presenza di un attacco da parte di un agente patogeno esterno, si attivano, ovvero interagiscono tra loro, e questo viene chiamato “cascata” e le proteine che partecipano a questo meccanismo, componenti. Questo sistema, una volta attivato, riesce ad attaccare batteri e virus, distruggendoli.

L’attivazione del complemento porta anche ad un reclutamento di altre cellule di difesa come monociti, macrofagi, linfociti B e linfociti T. Oltre all’attivazione di un enzima, chiamato C5-covertasi, che libera due frammenti detti C5a e C5b. Il frammento C5a è costituito da 74 amminoacidi ed è un potente mediatore dell’infiammazione.

E’ coinvolto in processi come la sepsi (infezione diffusa), artrite reumatoide, infiammazione intestinale, lupus eritematoso sistemico e psoriasi.

Nelle ultime settimane due studi vanno nella stessa direzione. Oltre al lavoro di Stephanie K. Doerner, un secondo lavoro, primo autore N. Niyonzima, pubblicato su Molecular Immunology, mette in evidenza l’attivazione di alcune proteine, componenti della cascata di complemento, ad opera di cristalli di colesterolo che si accumulano nella parete dei vasi sanguigni, durante le prime fasi di aterogenesi. Anche in questo alla base c’è un processo infiammatorio che poi porta all’aterosclerosi.

Cancro al colon e aterosclerosi, due buoni motivi per evitare cibi grassi, anche se non abbiamo bisogno di metterci a dieta.

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