Utilizzando una tecnica avanzata e non invasiva di visualizzazione cerebrale, i neuroscienziati del Riken Institute di Kobe, in Giappone, sono riusciti a dimostrare che la somministrazione l'antidepressivo fluoxetina, conosciuta col nome commerciale di Prozac, porta alla nascita di nuovi neuroni nell'ippocampo, la regione del cervello fondamentale per fissare i ricordi. Lo studio è stato pubblicato sul 'Journal of Neuroscience', la prestigiosa rivista della Society for Neuroscience.

Anche il tessuto nervoso può rigenerarsi.

Alla fine del 1800, il patologo italiano Bizzozero classificò i tessuti dell'organismo in tre categorie: labili, stabili e perenni. Tale classificazione prevede che i tessuti labili e stabili siano costituiti da cellule in grado di generare nuove cellule anche nella vita adulta.

Gli esempi più comuni di tessuti labili e stabili sono rappresentati rispettivamente dalle cellule della cute, che si rigenerano continuamente, e dalle cellule del fegato, che si rigenerano solo in risposta a un danno.

Al contrario, i tessuti perenni sarebbero costituiti da cellule che hanno perso la capacità di dar vita a nuove cellule, come le cellule dei muscoli e i neuroni.

Tuttavia, negli ultimi anni la scienza ha messo in dubbio l'ipotesi che le cellule muscolari e i neuroni non siano in grado di riprodursi nell'organismo adulto. In particolare, grazie a un processo che si chiama di neurogenesi adulta, di neuroni ne nascono di nuovi in due zone del cervello: nel bulbo olfattivo, un centro nervoso che elabora gli stimoli odorosi, e nel giro dentato dell'ippocampo, un'area della corteccia cerebrale necessaria per l'apprendimento e la memoria.

Depressione, neurogenesi adulta e antidepressivi.

"Diversi studi precedenti al nostro" spiega nell'introduzione Yasuhisa Tamura, ricercatore al RIKEN Center for Life Science Technologies di Kobe e primo autore dello studio "indicano che la Depressione interferisce con i processi di neurogenesi adulta nell'ippocampo. Inoltre, affinché gli antidepressivi, come la fluoxetina, sortiscano gli effetti desiderati è necessario che le cellule dell'ippocampo sia interessato da vasti fenomeni di neurogenesi".

Fino a oggi, la neurogenesi adulta a livello dell'ippocampo è stata visualizzata solo attraverso tecniche invasive che richiedono l'iniezione di traccianti direttamente nel cervello. Questo ha limitato l'impiego di queste tecniche soltanto agli animali da laboratorio.

"Per la prima volta" sottolinea Yasuhisa Tamura "noi siamo riusciti a visualizzare la nascita di nuovi neuroni, ovvero il processo della neurogenesi adulta, nell'ippocampo senza dover iniettare direttamente un tracciante nel cervello. Ci siamo riusciti sfruttando la Tomografia ad Emissione di Positroni, conosciuta meglio come PET, uno speciale tracciante radioattivo che si inietta per via endovenosa e si concentra all'interno dei neuroni in via di formazione e un farmaco che prevenisse l'espulsione del tracciante dal circolo sanguigno cerebrale".

I neuroscienziati giapponesi hanno applicato la speciale PET in due gruppi di ratti da laboratorio in cui è stata indotta depressione somministrando elevate dosi di cortisone. Soltanto uno dei due gruppi di ratti affetti da depressione è stato sottoposto al trattamento con l'antidepressivo fluoxetina. "E soltanto in questo secondo gruppo di ratti" conclude Yasuhisa Tamura "siamo riusciti a visualizzare il processo di neurogenesi indotto dalla fluoxetina a livello dell'ippocampo".

Dunque è stato confermato che la somministrazione dell'antidepressivo fluoxetina induce la nascita di nuovi neuroni nell'ippocampo con una tecnica applicabile anche all'essere umano.

Dunque, esso apre la strada alla possibilità di una diagnosi della depressione anche su base strumentale e al monitoraggio dell'efficacia della terapia farmacologica.

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