In questi giorni stanno arrivando buone notizie sul fronte alzheimer. Si tratta di risultati della ricerca e quindi non siamo in presenza di un farmaco che da domani può risolvere questo drammatico problema. Ma è sempre incoraggiante sapere che la ricerca va avanti e nuovi passi vengono compiuti. Due in particolare: negli Stati Uniti, i ricercatori hanno scoperto che dosi elevate di un integratore, la DHA (acido docosaesaenoico), un omega-3 presente nell’olio di pesce, previene la progressione verso la demenza, in malati di Alzheimer portatori dell'allele epsilon4 dell'apolipoproteina E (ApoE4).

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In Austria, un team di ricercatori ha studiato sull’uomo un nuovo vaccino specifico per le proteine tau, AADvac1. I primi risultati sono positivi: buon profilo di sicurezza e ottima risposta immunogenica.

Un vaccino contro l’Alzheimer

Si chiama AADvac1, un nuovo vaccino attivo contro delle proteine, chiamate tau, artefici del decadimento cognitivo nei pazienti con malattia di Alzheimer. Petr Novak, della AXON Neuroscience di Bratislava (Slovacchia) insieme a neurologi e farmacologi dell’università di Vienna, hanno studiato, in uno studio di fase clinica (fase 1), questo nuovo vaccino. I primi risultati, pubblicati su Lancet Neurology, parlano di un buon profilo di sicurezza e di un’ottima risposta immunogenica.

Numerosi studi avevano finora dimostrato che la progressione della malattia Alzheimer era direttamente correlata con la quantità di proteina tau che insieme alla beta-amiloide determina un processo di neuro-infiammazione e atrofia cerebrale. Di proteine tau ne esistono varie forme, alcune sono fisiologiche altre aberranti.

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Questo nuovo vaccino peptidico, unico nel suo genere, è stato sviluppato per colpire solo quest’ultime.

Lo studio, condotto da giugno 2013 a marzo del 2015, in quattro centri austriaci, su pazienti tra 50 e 85 anni affetti da Alzheimer, in una condizione da lieve a moderata, è durato 12 settimane. I pazienti, valutati contro un gruppo placebo, hanno ricevuto in un mese tre dosi di vaccino. Dei 30 pazienti trattati con il vaccino, ben 29 hanno sviluppato una risposta immunitaria sicura, potente e specifica. Ulteriori studi sono tuttora in corso.

Mangiare pesce una volta alla settimana per contrastare l’Alzheimer

Meglio di qualsiasi terapia c’è solo la prevenzione. Questo è un principio valido per qualsiasi patologia, compresa l’Alzheimer. Un recente lavoro pubblicato su Jama Neurology, da Hussein N. Yassine, della Keck School of Medicine della University of Southern California, Los Angeles, descrive il ruolo degli omega-3 come scudo anti-Alzheimer. Non è un effetto generalizzato ma limitato a soggetti portatori dell'allele epsilon4 dell'apolipoproteina E (ApoE4).

La DHA è un acido grasso omega-3, polinsaturo e a lunga catena. Ingrediente essenziale e normalmente presente nel pesce, così come nel cervello, nel fegato e in altre parti del corpo. Partecipa alla formazione delle sinapsi e, nei pazienti con Alzheimer, limita la produzione e il deposito di amiloide. L’essere portatore dell’allele ApoE4 è un importante fattore di rischio della malattia. Infatti questo allele è presente nel 20% della popolazione in generale ma è presente nel 50% dei pazienti con Alzheimer.

Attraverso una meta-analisi di 21 studi clinici, pubblicati prima del 30 agosto 2016, a cui avevano partecipato 181.580 pazienti, i ricercatori sono giunti ad una conclusione piuttosto evidente. E’ sufficiente mangiare pesce almeno una volta alla settimana per avere un rischio significativamente inferiore di Alzheimer. Nessun particolare vantaggio è stato osservato in chi consumava pesce più volte alla settimana o prendeva integratori a base di omega-3. Come dire che, a questo scopo, è sufficiente una quantità minima di omega-3 come può essere quella presente in una porzione di pesce a settimana.