Il decreto legge Lorenzin è una 'misura coercitiva' affermano molti genitori. Un messaggio chiaro e tondo trasmesso alle future generazioni da parte del legislatore, e visto che si parla di infanti, alquanto subliminale: non avete libertà di scelta. Anche se la nostra Costituzione riconosce e garantisce la sovranità sul proprio corpo e sulla propria mente, ed è stato scritto nero su bianco quale prerequisito fondamentale per la costruzione di una solida e sana comunità, le “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale” minano tale diritto. A dirlo, in una nota rilasciata alla stampa, è la nascente associazione Comilva Abruzzo – Molise, ‘Genitori per la libertà vaccinale’. Dopo aver manifestato a Pesaro l'8 luglio scorso e visto il successone della protesta, i genitori di tutta Italia si riuniranno a Roma il prossimo 18 luglio a cui seguirà un secondo appuntamento il 24 luglio, in occasione della discussione alla Camera del testo legislativo.

La libertà di scelta è sacrosanta

“Molti di noi non sono scienziati da premio Nobel e nemmeno illustri dottori o celebri avvocati, ma tutti noi abbiamo l’intuito istintivo dei genitori coscienti”, affermano profondamente preoccupati le madri e i padri dei bimbi abruzzesi e molisani, i quali hanno recentemente formato il comitato Comilva.

“Il decreto legge 7 giugno 2017 n.73, imposto senza se e senza ma non ci piace, ci fa sorgere tante domande e vorremmo che ci fossero fornite delle risposte prima di sottoporre i nostri piccoli a trattamenti sanitari di cui conosciamo ben poco”. Molte mamme e papà in tutta Italia non solo pensano alla sicurezza fisica dei propri bambini, a loro detta meglio garantita senza i vaccini, ma anche al messaggio che trasmetterebbero ai figli se accettassero in modo supino le disposizioni dettate dall’alto.

La Costituzione riconosce a tutti i cittadini il diritto di scelta, su chi si voglia essere, su cosa pensare, chi amare – continua il comunicato - il tipo di istruzione da intraprendere e i trattamenti sanitari a cui sottoporsi sia come atto preventivo che quando si è malati".

'I nostri bambini sono il futuro della società, non gregge'

Dopo profonde riflessioni siamo giunti alla consapevolezza che uno dei diritti fondamentali dell’individuo viene lentamente eroso, e la cosa più triste è che viene fatto sulla pelle dei nostri piccoli: la difesa del loro corpo e il nostro diritto di scelta in tema della loro salute – è la laconica considerazione dei genitori molisani e abruzzesi – attraverso questo decreto ci viene imposta dalle istituzioni una decisione coercitiva voluta dall’alto. Non siamo mai stati interpellati, negandoci in questo modo la possibilità di aprire un dibattito costruttivo con le istituzioni sulla validità scientifica dei vaccini. Per noi questo è un chiaro segno di violazione dei diritti costituzionali”.

I genitori sono contrari alla conversione in legge del decreto n.73 perché ritengono neghi il diritto all’istruzione; ma anche perché non vi sono prove certe su un’emergenza sanitaria, se veramente esistesse, si afferma provocatoriamente nella lettera, sarebbe citata e spiegata chiaramente nel testo del decreto; e sia perché riscontrano che in tal modo l’immunità fisica venga comprata col denaro. I dubbi riguardano anche la violazione del diritto del cittadino ad essere pienamente informato sulla propria salute, in caso contrario, dicono i genitori, è un puro atto coercitivo.

Ci viene il sospetto che i nostri bambini vengano utilizzati come cavie –prosegue il comunicato stampa– se esistesse davvero un’emergenza sanitaria perché non veniamo obbligati a vaccinarci tutti, adulti e personale sanitario compresi? Leggendo il testo del decreto sembra che i nostri figli siano considerati come ‘gregge’, marchiati in modo indiscriminato, senza tener conto delle iniziali condizioni fisiche e delle possibili reazioni a cui potrebbero andare incontro una volta inoculato il vaccino”.

Le perplessità sulla reale validità ed efficacia del decreto, riguardano anche il trattamento riservato al personale medico, il quale corre il rischio di essere radiato se accoglie i dubbi dei genitori. Questi ultimi inoltre sono insoddisfatti dall’atteggiamento del legislatore in questa delicata materia, in quanto in questo decreto non si tiene conto dei casi in cui il vaccino ha creato dei danni fisici e persino la morte di alcuni piccoli pazienti, trattandoli come dati statistici puramente casuali; ma dietro a quei dati ci sono bambini.

Il decreto Lorenzin va sostituito

Chiediamo un piano vaccinale informato, consapevole, responsabile e non coercitivo –affermano infine i genitori nel comunicato– le leggi dovrebbero essere chiare e esplicative per i cittadini; ma così non è sicuramente per il decreto Lorenzin. Abbiamo cercato informazioni in ogni dove, ma il ‘fai da te’ non è mai esaustivo, invece di rassicurarci ha fatto sorgere in molti di noi la paura e un profondo senso di solitudine. È per questo che, attraverso la rete, ci siamo incontrati e confrontati, e infine abbiamo deciso di manifestare tutti assieme a Pesaro l’8 luglio scorso. I genitori italiani quel giorno sono scesi in piazza, eravamo più di 100 mila. Questo riscontro ci ha dato speranza, ora siamo tanti, abbiamo superato la paura e siamo sempre più forti e decisi ad andare avanti nella nostra battaglia per i diritti. Ci riuniremo tutti a Roma il 18 e il 24 luglio per batterci contro questo decreto”.

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