L'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha lanciato un'allerta contro la crescente tendenza dell'HIV, il virus alla base della sindrome da immunodeficienza acquisita, a resistere ai farmaci utilizzati contro di esso. L'allerta è stata lanciata dopo che l'organizzazione dell'ONU ha ricevuto un rapporto in merito che sintetizzava i risultati di un'indagine capillare svolta a livello internazionale. L'OMS avverte che se non verranno prese misure urgenti ed efficaci per contrastare questa tendenza, potrebbero essere vanificati i progressi fin qui raggiunti nel trattamento e nella prevenzione del virus dell'hiv.

Le raccomandazioni dell'OMS in base al rapporto

Il rapporto 2017 sulla farmacoresistenza dell'HIV mostra che in 6 degli 11 paesi compresi nell'indagine, più del 10% dei pazienti che avevano iniziato la terapia con farmaci anti-retrovirali presentava un ceppo del virus resistente ai medicinali più utilizzati a livello mondiale nella cura dell'AIDS. La percentuale del 10% rappresenta la soglia oltre la quale l'OMS raccomanda ai paesi che la superano di rivedere urgentemente i loro programmi di prevenzione del virus. Il Direttore Generale dell'OMS, il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, afferma che la resistenza ai farmaci antimicrobici inizia a rappresentare una sfida non solo alla salute mondiale ma anche allo sviluppo sostenibile.

Secondo lo scienziato dell'OMS se si vuole raggiungere l'obiettivo di porre fine all'AIDS entro il 2030 occorre adottare un atteggiamento proattivo contro la crescita della resistenza ai farmaci dell'HIV.

Le cause dell'accresciuta resistenza dell'HIV ai farmaci

Secondo il Direttore Generale dell'OMS l'accresciuta resistenza ai farmaci del virus è dovuta al fatto che, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, i pazienti non seguono una terapia adatta.

Nella maggior parte dei casi perché non dispongono delle risorse economiche necessarie per avere delle cure di qualità. Gli individui che interrompono la terapia, quindi, sviluppano dei ceppi del virus resistenti ai farmaci con la conseguenza di trasmettere anche ad altri il ceppo resistente.

Gli ultimi dati sullo sviluppo dell'AIDS a livello mondiale

Secondo i dati in possesso dell'organizzazione dell'ONU in tutto il mondo sono circa 37 milioni i malati di AIDS. Di questi, però, solo 20 milioni circa hanno libero accesso alla terapia anti-retrovirale. Di questi, la maggioranza sta seguendo una terapia efficace nel trattamento del virus. Ma un numero sempre maggiore si trova a convivere con un qualche tipo di farmacoresistenza. Di conseguenza, l'OMS sta per emanare delle nuove linee guida per contrastare questa minaccia alla salute mondiale. Queste suggeriscono ai vari paesi di monitorare la qualità dei loro trattamenti e consigliano le modifiche più opportune da apportare.

AIDS, le terapie di contrasto

Secondo il Direttore del Dipartimento contro l'epatite e l'HIV dell'OMS, il dottor Gottfried Hirnschall, è necessario assicurarsi che i pazienti seguano completamente le terapie consigliate per prevenire la resistenza ai farmaci del virus. Se, comunque, i livelli di HIV farmaco-resistente rimangono elevati, continua l'esperto, l'OMS suggerisce di modificare l'approccio terapeutico adottandone uno di cosiddetta prima linea. Secondo l'OMS se non si prenderanno provvedimenti urgenti, nei prossimi 5 anni assisteremo a 135 mila decessi in più e a 105 mila nuove infezioni. Inoltre, i costi economici per rendere disponibili terapie efficaci potrebbero lievitare di 650 milioni di dollari.

Per questo è necessaria la collaborazione di tutti i partner a livello globale. A questo scopo l'OMS sta sviluppando nuovi strumenti di analisi per monitorare adeguatamente la situazione e migliorare la qualità dei trattamenti da utilizzare, ma anche la fase di transizione verso terapie più efficaci.