Una dura lettera quella scritta da Ivan Cavicchi, docente dell'università di Roma Tor Vergata ed esperto di politiche sanitarie. Il docente, dalle pagine de "Il fatto Quotidiano", spiega perché la legge che impone l'obbligo dei vaccini per i bambini fino a 6 anni che intendano frequentare la scuola, è sbagliata. Ecco cosa dice l'esperto.

Quell'accordo nel settembre del 2014

Cavicchi si riferisce innanzitutto ad un famoso accordo stipulato il 29 settembbre 2014 a Washington, tra Italia, l’industria farmaceutica e il Global health security agenda.

Pubblicità
Pubblicità

Vengono subito in mente le recenti accuse del vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, Maddalena, il quale sottolinea come la legge sui vaccini avvantaggi le multinazionali del farmaco. Di quale accordo si tratta? Il 29 settembre di tre anni fa, il ministro della salute Lorenzin e il presidente dell'AIFA Pecorelli (agenzia per il farmaco), sono stati ricevuti dall'allora presidente USA Obama.

Pubblicità

Di cosa si parlò? Nientemeno che dell'incarico ricevuto dal nostro paese di fare da apripista alle campagne vaccinali mondiali. Un compito di massima importanza, sui cui veri motivi Cavicchi solleva pesanti dubbi.

L'Italia più brava? No, siamo la porta degli immigrati

Cavicchi si chiede perché proprio l'Italia sia stata scelta per questo importante compito. Non certo, dice Cavicchi, per la superiorità del nostro istituto di Sanità o dei nostri esperti, ma in virtù della posizione strategica dell'Italia.

Il nostro paese infatti, al centro del Mediterraneo, è la porta di ingresso dei flussi migratori. Una pedina in poche parole. E per ottemperare a quell'accordo il governo avrebbe effettuato una serie di forzature, nessuna delle quali però a vantaggio degli italiani. Cavicchi le illustra così:

  • Un decreto d'urgenza quando di urgente non c'era nulla
  • Vaccini trasformati in trattamento sanitari obbligatori in violazione della Costituzione
  • Su 10 vaccini obbligatori, almeno 6 non sono motivati da vantaggi collettivi della popolazione

Insomma una forzatura effettuata su un intero popolo, dice Cavicchi, non motivata da un interesse sanitario giustificato da un reale pericolo.

Il motivo principe sarebbe quello di ottemperare nel più breve tempo possibile (da qui il decreto di urgenza) ad un accordo economico. Ma chi ne beneficia?

La presenza della Glaxo a quel famoso accordo

Tornando al comunicato dell'AIFA del settembre 2014, e andando a vedere chi era presente a quel famoso accordo, non si può non notare la presenza di Raniero Guerra. Raniero Guerra accompagnò il ministro Lorenzin in qualità di Consigliere Scientifico del ministero della salute.

Pubblicità

Tutto bene, se non fosse che lo stesso Guerra figurava nel consiglio di amministrazione della Glaxo, il colosso farmaceutico maggior produttore dei vaccini obbligatori. E non era il solo ad avere un duplice incarico. Insomma, questi vaccini a chi servono? Agli italiani o alle multinazionali? E il governo ci sta veramente esponendo ad un rischio sanitario per motivi economici? Una terribile domanda che esige una risposta chiara.

Pubblicità

Se vuoi rimanere sempre aggiornato sugli argomenti che ti stanno a cuore e ricevere tutte le news di questo autore, clicca sul tasto SEGUI che vedi in alto accanto al nome. E se ti è piaciuto l'articolo vota con le stelle e lascia un commento, ci aiuterai a far sentire ancora di più la nostra voce.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto