La vista di ragni o serpenti difficilmente lascia imperturbabili anche i più coraggiosi, la sola idea di essere sfiorati da questi "esseri spaventosi" fa accapponare la pelle. Tra gli incubi peggiori possiamo annoverare quello di vedersi passeggiare un simpatico ragnetto sul braccio o il timore di "incontri del terzo tipo" con l'essere strisciante più temuto da sempre: il serpente. Da Adamo ed Eva in poi non a caso il serpente simboleggia il male, qualcosa di nascosto e misterioso pronto ad aggredirci, morderci e finirci con il suo veleno, avvolti tra le sue spire mortali.

Aracnofobia e ofidiofobia

Certamente questo poteva essere più verosimile un tempo.

Un cittadino moderno difficilmente si troverà "faccia a faccia" con queste creature, se non cautamente in bella mostra (il loro fascino è innegabile), in delle teche, a racchiudere la loro natura tutt'altro che amichevole. L'aracnofobia, la paura dei ragni o l'ofidiofobia, la paura dei serpenti, sono delle vere e proprie fobie specifiche e irrazionali verso ragni o serpenti che possono raggiungere diversi livelli di intensità. Possiamo avere dal semplice disgusto fino alla forma più forte di repulsione, con un livello di incontrollabile orrore che sfocia in attacchi di panico, fuga e altre reazioni fuori della lucidità. Persino una foto o un'immagine molto realistica o la somiglianza con qualcosa che riporti alla visione di questi animali può far trasalire le persone affette da aracnofobia o ofidiofobia.

Senza giungere alle estreme conseguenze associate a queste fobie, il timore verso ragni e serpenti, può tuttavia interessare chiunque. Resta da spiegare se quest'atteggiamento sia qualcosa di innato o acquisito. Ci hanno provato gli scienziati del Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences e dalla Uppsala University, in Svezia.

Paura dei ragni e dei serpenti: atteggiamento innato o acquisito?

Nella maggior parte dei paesi industrializzati non ci sono o quasi ragni e serpenti che costituiscono una minaccia per gli esseri umani. Eppure anche nei paesi sviluppati l'1-5% della popolazione è affetto da aracnofobia o ofidiofobia. Ma da cosa dipenderà questa profonda avversione per ragni e serpenti? Mentre alcuni scienziati suppongono che si tratti di qualcosa che si acquisisce da bambini, in base a condizionamenti esterni ed esperienze, altri suppongono che sia qualcosa d'innato. Lo svantaggio della maggior parte degli studi precedenti su questo argomento dipende dal fatto che sono stati tutti condotti su adulti o bambini già grandicelli, rendendo difficile distinguere il comportamento appreso da quello innato.

Inoltre questi studi sui bambini hanno provato solo la velocità con cui i piccoli individuano ragni e serpenti rispetto agli oggetti innocui, ma non la diretta reazione fisiologica di paura.

Lo studio su neonati di sei mesi

Gli scienziati svedesi si sono spinti oltre, rilevando le reazioni di bambini piccolissimi, neonati di appena sei mesi. A quest'età infatti il bambino non ha ancora potuto subire alcun condizionamento esterno ed è del tutto privo dell'esperienza necessaria per distinguere gli animali pericolosi. Eppure questa ricerca ha portato alla luce dei risultati sorprendenti. Ai neonati sono state mostrate immagini di fiori accanto a quelle di ragni e immagini di pesci accanto a quelle di serpenti. Incredibilmente quando sono state mostrate immagini di un serpente o di un ragno ai bambini invece di un fiore o di un pesce, della stessa dimensione e colore, ed in condizioni di luce costante, questi hanno reagito allargando le pupille. Secondo Stefanie Hoehl, autrice principale dello studio e neuroscienziato presso MPI CBS e l'Università di Vienna, in un'intervista che appare sul magazine Science Daily, questo "è un segnale importante dell'attivazione del sistema noradrenergico nel cervello, responsabile delle reazioni di stress. Di conseguenza, anche i più piccoli sembrano essere stressati da questi gruppi di animali".

Origini evolutive della paura innata verso ragni e serpenti

"Concludiamo che la paura dei serpenti e dei ragni è di origine evolutiva: come i primati, i meccanismi del nostro cervello ci permettono di identificare oggetti come ragno o serpente e a reagire a loro velocemente. Ciò ci predispone a vedere questi animali come pericolosi o disgustosi: quando questo si accompagna ad ulteriori fattori può svilupparsi una vera paura o addirittura una fobia ". È interessante notare che in altri studi i bambini non associano immagini di rinoceronti, orsi o altri animali teoricamente pericolosi con la paura. "Supponiamo che la ragione di questa particolare reazione nel vedere i ragni e i serpenti è dovuta alla coesistenza di questi animali potenzialmente pericolosi con gli esseri umani e i loro antenati per più di 40-60 milioni di anni - e quindi molto più a lungo rispetto ai mammiferi pericolosi di oggi. La reazione che è indotta da gruppi animali temuti dalla nascita potrebbe essere stata incorporata nel cervello per un tempo evolutivamente lungo".