È avvenuto con successo il primo impianto italiano di una protesi retinica su una donna completamente cieca. L’operazione ha avuto una durata che ha superato le dieci ore ed è avvenuta a Milano, presso l’ospedale San Raffaele, ad opera di una squadra di specialisti in chirurgia vitreoretinica oftamoplastica (chirurgia plastica della retina). Questa è la prima volta in Italia in cui viene impiantata una retina artificiale ad una donna che ha completamente perso la vista. Adesso, secondo i medici, avverrà una “stimolazione della retina” che dovrebbe permettere alla paziente di tornare gradualmente a vedere, secondo quanto detto dal dottor Marco Codenotti, responsabile, al San Raffaele, della chirurgia vitreoretinica.

Il dottore ha poi spiegato che queste particolari tipologie di operazioni è possibile eseguirle solo su soggetti che sono stati vedenti per almeno dieci anni, prima di perdere la vista. Ha inoltre riconosciuto questo intervento come “il più complicato” mai eseguito, definendolo persino un personale "sogno realizzato”.

La donna che tornerà a vedere

La fortunata paziente sottoposta al primo trapianto di retina in Italia ha 50 anni e presenta disturbi ereditari legati ad anormalità dei fotorecettori. Questo insieme di disturbi è chiamato “retinite pigmentosa” (abbreviato spesso in RP) ed è una distrofia retinica progressiva che, iniziando come una semplice "difficoltà di adattamento al buio", determina una sequenziale diminuzione della vista.

La paziente ha iniziato ad avvertire i primi sintomi durante gli anni dell'adolescenza e successivamente la vista è diminuita per gradi, fino ad abbandonarla a 25 anni.

Il microchip dentro l’occhio

Questa spettacolare nanotecnologia da fantascienza, contenente la bellezza di più di un migliaio e mezzo di biosensori e spessa appena tre millimetri, le è stata adagiata al di sotto della retina.

Questa andrebbe a stimolare la retina e rimpiazzare quelle cellule (fotorecettori) che hanno il compito di convertire il segnale luminoso (luce) in stimoli elettrici indirizzati verso il cervello ma che ormai non sono più funzionanti.

L’accensione del suddetto microchip avverrà probabilmente tra qualche settimana e dovrebbe essere in grado di far tornare la donna a percepire contorni, luce e ombre, senza l’ausilio di occhiali speciali o altri strumenti esterni.

Si direbbe un altro passo verso le incredibili nanotecnologie che, fino a qualche anno fa, sembravano solo frutto della fantasia di qualche scrittore fantascientifico.

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