Gli adolescenti obesi hanno una flora batterica intestinale diversa dai loro coetanei normopeso, e dagli adulti con lo stesso problema, per quanto riguarda metabolismo e composizione. È stato scoperto dai ricercatori dell'Ospedale Pediatrico 'Bambino Gesù' di Roma ed i particolari dello studio sono stati divulgati sulla rivista scientifica "Frontiers in Microbiology", magazine che appartiene al gruppo "Nature". E' una scoperta importante poichè l'individuazione di ulteriori marcatori batterici propri dell’obesità aprirebbe le porte alla ricerca di terapie specifiche che possano utilizzare probiotici ad hoc, sia per la condizione patologica sia per la fascia d'età interessata.

A cosa serve il microbiota

Il microbiota è costituito dalla massa di batteri intestinali, circa 1 chilo e mezzo nell'adulto: tali batteri fanno parte di un sistema strutturato e collegato al sistema nervoso centrale, alle funzioni metaboliche ed immunitarie del nostro organismo e quindi alla nostra Salute. I batteri intestinali regolano la produzione di Atp, la fonte d'energia del nostro corpo, oltre che delle vitamine e creano una barriera quasi impermeabile che impedisce ai batteri nocivi di entrare liberamente nei meandri del nostro organismo. Lo studio dei ricercatori romani ha analizzato la relazione tra l'obesità, un problema che affligge oltre 650 milioni di adulti al mondo e più di 340 milioni tra bambini e adolescenti, e il microbiota; in particolare è stato scandagliato a fondo quello degli adolescenti.

La differenza batterica

I pazienti adolescenti hanno una flora intestinale diversa da quella degli adulti: essa è più varia e tale variabilità aumenta l'efficacia degli interventi terapeutici. Inoltre gli adolescenti obesi hanno maggiori concentrazioni di marcatori quali Faecalibacterium prausnitzii e Actinomyces mentre risultano in minor numero o mancanti del tutto i Parabacteroides, le Rikenellaceae ed altri microorganismi, che invece sono presenti negli adolescenti normopeso.

Ciò significa differenze di metabolismo a livello degli acidi biliari primari e degli steroidi, degli zuccheri e nella gluconeogenesi, il processo metabolico che converte in glucosio altri componenti. La scoperta potrà aiutare a comprendere come ripristinare un equilibrio intestinale compromesso dall’obesità, grazie a misure correttive dell'alimentazione e a terapie con probiotici appositi.