Il governo britannico ha annunciato la sua nuova lotta contro gli snack ipercalorici messi in bella vista vicino alle casse dei supermercati. Si tratta di un vero e proprio divieto, inserito nel programma del ministro della Salute, per cercare di arginare il problema, sempre più dilagante, dell'obesità infantile nel Paese.

Junk food: le nuove regole nei supermercati britannici

In Gran Bretagna non sarà più possibile esporre gli snack calorici davanti alle casse dei supermercati. Caramelle, barrette di cioccolato e dolciumi di vario tipo non saranno più in bella vista e soprattutto a portata di bambino.

Stiamo parlando, in particolar modo, degli espositori, posizionati strategicamente dagli specialisti del marketing, per indurre il loro acquisto e che spesso diventano oggetto di desiderio e insistente capriccio da parte dei bambini che, inevitabilmente, finiamo per accontentare. Le nuove regole, promosse dal governo britannico, quindi, hanno posto un vero e proprio divieto, nel quadro della campagna volta a incentivare maggiore attenzione all’alimentazione e combattere, anche con questo tipo di strategie, il problema sempre più ricorrente dell’obesità giovanile nel Paese.

Secondo dati emersi da recenti statistiche i bambini e gli adolescenti inglesi sono risultati, infatti, quelli più obesi d’Europa.

Un sovrappeso spesso dovuto ad un consumo eccessivo di cibo spazzatura responsabile di un consumo medio di circa 500 calorie in più al giorno. Nel programma del governo è stata anche introdotta, nelle scuole, l’iniziativa, attraverso un programma sportivo chiamato ‘miglio attivo’, per incoraggiare gli alunni delle scuole a correre almeno 15 minuti ogni giorno per contribuire, anche con il movimento e lo sport, ad una maggiore consapevolezza del proprio corpo volta al Benessere.

L’intento del ministro della Sanità britannico sarà quello di dimezzare, entro il 2030, il numero di bambini obesi.

Obesità infantiIe: i dati in Europa da non sottovalutare

Un bambino su tre in Gran Bretagna è in sovrappeso a rischio obesità. Queste sono le casistiche e i gravi risultati emersi e diffusi, a livello ufficiale, dal Governo.

Risultati che hanno fatto correre, urgentemente, ai ripari attraverso anche l’ausilio dei nuovi divieti nei supermercati. Statisticamente il problema dell’obesità risulta ridotto in Paesi europei come la Grecia, il Portogallo, la Slovenia e l’Italia. Mentre negli altri Paesi il problema è risultato ancora stabile o in via di riduzione come in Irlanda e Spagna. Per quanto riguarda, in particolare, l’Italia i dati risultano tendenzialmente migliorati, anche se la prevalenza di sovrappeso nei bambini tra i 6 e i 9 anni risulta, statisticamente, ancora tra le più alte in Europa. Il lavoro da fare nel nostro Paese, secondo gli specialisti e i pediatri, è ancora parecchio. Il problema diventerebbe ancora maggiore se il prodotto del sovrappeso del bambino è messo in relazione ad un insieme di cause scatenanti come le abitudini alimentari sbagliate che spesso sono associate a scarso movimento e ad uno stile di vita, in generale, sempre meno sano.