Il disagio giovanile è un fenomeno crescente, soprattutto nei Paesi Occidentali, con risvolti a volte drammatici. Si susseguono ricerche e analisi per fotografare questo disagio adolescenziale. Già lo scorso anno era stato pubblicato un lavoro sulla rivista Pediatrics che andava a monitorare tutti i tentativi di suicidio registrati tra gli adolescenti. Ora una nuova ricerca, che copre quasi un ventennio (dal 2000 al 2018), su un aspetto specifico, i casi di auto-avvelenamento intenzionali - sospetto suicidio degli adolescenti, segnalati ai centri antiveleno statunitensi.

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Le conclusioni dello studio hanno messo in evidenza un dato su cui riflettere: a partire dal 2011, i casi di avvelenamento volontario tra gli adolescenti sono più che raddoppiati, con una netta prevalenza delle ragazze (71%) rispetto ai maschietti.

Dati preoccupanti, spia di un disagio giovanile

Ricercatori della Ohio University, e della Louisville University hanno condotto un’analisi retrospettiva su tutti i casi di auto-avvelenamento intenzionali - sospetto suicidio segnalati ai centri antiveleno statunitensi e raccolti nel National Poison Data System, nel periodo dal 2000 al 2018.

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L’attenzione si è focalizzata sugli adolescenti-giovani, di età compresa tra 10 e 24 anni. Incrociando questi dati con quelli della popolazione, ottenuti dall'Ufficio di censimento degli Stati Uniti,

In questo periodo ci sono stati 1.627.825 casi di auto-avvelenamento intenzionale - suicidio intenzionale. Di questi il 71% (1.162.147) erano ragazze. Andando nei dettagli si vede che fino al 2010, nella popolazione di età compresa tra 10 e 15 anni c’era stato un significativo decremento dei casi rispetto ai dati precedenti.

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Dal 2011 al 2018, invece, per questa stessa fascia di età, è stato registrato un forte aumento di casi (da 125% fino a quasi il 300%, in base alla fascia di età)

Nella fascia compresa tra i 10 e 18 anni, l’incremento è stato prevalentemente al femminile. Nella fascia più grande (19-24 anni), invece, si è registrato una minore incidenza, rispetto ai gruppi più giovani.

Lo studio ha analizzato il fenomeno per sesso, fascia di età e gravità degli esiti. Il tutto rappresentato con dei grafici molto eloquenti.

I risultati confermano quanto emerso anche da altri studi che vedono un incremento di casi di auto-avvelenamento intenzionale, fino al suicidio, da parte degli adolescenti. Ma la cosa più significativa di questo studio è stato il netto cambiamento registrato tra gli under 18-enni, a partire dal 2011. Soprattutto per le ragazze.

Lo scorso anno, uno studio analogo pubblicato sempre su Pediatrics, dal titolo "Hospitalization for Suicide Ideation or Attempt", condotto dalla Vanderbilt University, aveva indagato su tutte le forme di tentativo di suicidio tra gli adolescenti, anche in questo caso evidenziando un incremento dei casi tra gli adolescenti.

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Ma torniamo allo studio appena pubblicato.

Si tratta di un’analisi dei dati della popolazione statunitense che, quindi, andrebbe valutata per quel contesto. Tuttavia la società sta cambiando un po’ ovunque e certi elementi di disagio sono presenti non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa e quindi anche da noi. Li vediamo più avanti.

Suicidi: milioni di casi al mondo

Si stima che ogni anno, nel mondo, milioni di persone decidono volontariamente di porre fine alla loro esperienza terrena.

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Più di un caso al minuto! E tra gli adolescenti (15-24 anni) questa è la principale causa di morte, dopo gli incidenti stradali.

Ma quali sono i fattori che possono indurre un adolescente ad un proposito di suicidio? La solitudine, la noia, la percezione di non avere speranza. Un fenomeno recente, molto preoccupante, è il bullismo. Si parla anche di cyberbullismo quando l’oppressione psicologica viaggia attraverso le piattaforme informatiche (WhatsApp, e-mail, social network). Altri fattori di rischio sono rappresentati dall'uso di sostanze stupefacenti, da problemi scolastici e, per i più grandicelli, anche dalla ludopatia.

Ci sono degli elementi molto importanti che vanno conosciuti su questo fenomeno. Non tutti i tentativi - fortunatamente - vanno “a buon fine”. Il principale fattore di rischio del suicidio è la depressione. Il 50% dei disturbi mentali negli adulti si origina da disagi che iniziano prima dei 18 anni. I casi di suicidio non sono caratterizzati da reiterati tentativi. Negli adolescenti, un elemento importante di contrasto a questo fenomeno, è il dialogo con i genitori. Vivere in un contesto familiare sereno, con un dialogo aperto verso tutti i problemi è la migliore forma di prevenzione di questo fenomeno.

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