Un caso medico di rilievo è stato annunciato a Genova il 2 settembre 2026: un uomo è stato curato con successo presso l'ospedale Galliera per un ascesso al fegato causato da un parassita tropicale. Il paziente, giunto al Pronto Soccorso del Galliera il 12 agosto, presentava da tre settimane sintomi quali febbre alta, forte stanchezza e un persistente dolore al fianco destro. Una successiva TAC addominale ha rivelato un voluminoso ascesso epatico di circa 9 cm.

La gestione del caso ha visto la sinergia tra il reparto di Malattie infettive e la Radiologia interventistica.

Il trattamento, eseguito tramite una procedura mininvasiva di drenaggio, ha permesso di evitare un intervento chirurgico maggiore. Grazie a una terapia specifica e a un ricovero di soli 14 giorni, il paziente ha raggiunto una completa guarigione.

La scoperta del parassita e la diagnosi

Le analisi del materiale drenato dall'ascesso, condotte dal laboratorio di Microbiologia, sono state cruciali. Le indagini molecolari hanno infatti identificato la presenza di Entamoeba histolytica, il parassita responsabile dell'amebiasi. La diagnosi è stata particolarmente complessa, data la peculiarità che l'ultimo viaggio del paziente in un'area considerata a rischio risaliva a circa dieci anni prima.

Questo episodio evidenzia l'importanza di un percorso diagnostico e terapeutico ben strutturato, soprattutto per infezioni rare nella pratica clinica locale.

La collaborazione tra Malattie infettive, Radiologia interventistica e Microbiologia all'interno dell'ospedale Galliera si è dimostrata fondamentale, garantendo il drenaggio efficace dell'ascesso, l'identificazione precisa del parassita e l'applicazione di una terapia mirata.

Comprendere l'amebiasi: cause e sintomi

L'amebiasi è una patologia causata dal parassita Entamoeba histolytica. Questa infezione è prevalentemente diffusa in regioni tropicali caratterizzate da condizioni igienico-sanitarie precarie, o tra coloro che viaggiano in tali aree. L'agente patogeno può essere contratto attraverso l'ingestione di acqua o alimenti contaminati, oppure tramite il contatto orale con materiale infetto da feci di individui portatori.

È importante notare che solo una percentuale limitata di persone infettate, stimata tra il 10% e il 20%, sviluppa effettivamente i sintomi della malattia. Quando questi si manifestano, possono includere diarrea, dolore addominale e crampi allo stomaco. Nelle forme più severe, note come dissenteria amebica, i pazienti possono esperire dolore addominale intenso, presenza di sangue nelle feci e febbre.

In rari casi Entamoeba histolytica può,