Non vuole chiudersi la polemica tra l'Inter e gli arbitri. Dopo le forti contestazioni sulla direzione di Gervasoni nella gara contro l'Atalanta della scorsa settimana, anche nell'incontro di domenica contro il Cagliari si è registrata una decisione da parte del direttore di gara, in questo caso Celi, che non è andata giù ai nerazzurri: il calcio di rigore che ha sbloccato il match, scaturito da un fallo su Pinilla che, secondo i giocatori dell'Inter, il cileno ha accentuato esageratamente.
Il giorno dopo la partita il presidente dell'Inter Massimo Moratti ha commentato così l'episodio: "Quello di ieri mi è sembrato fosse proprio un errore, non era rigore.
Pinilla lo ha fatto sembrare tale, non è stato bravo per un cavolo. Quella decisione ci ha condizionato certo, visto che era sul primo gol, ma l'Inter deve avere una reazione d'orgoglio superiore. Molte volte però non ce la fai perché ti mancano i giocatori come è successo ieri quando si è fatto male Gargano, per esempio, e quindi ti ritrovi a giocare non al massimo della competitività". Restando agli errori arbitrali, un giornalista ricorda poi a Moratti le parole di Mourinho che prima di andarsene dall'Inter disse: "vi faranno pagare tutto". Il presidente risponde così: "Mourinho mi disse anche: come fa lei a restare qui? Non è possibile, ha tutti contro, è troppo difficile. Io gli risposi che il bello dell'Inter era proprio quello e lui lo sapeva".
Sul match contro il Cagliari Moratti ha commentato: "Certamente era una partita nella quale ci aspettavamo un segnale di svolta, un risultato positivo. Forse sarebbe bastato anche un pari per fermare la serie di sconfitte. Non è stato così, ora bisogna darsi una carica. Questa è un'attività in cui giochi ogni tre giorni e quindi non puoi permetterti di abbandonarti. Dobbiamo riprenderci con tutta l'attenzione possibile, nonostante i giocatori contati".
Stramaccioni continua a non essere in discussione. "Stiamo facendo un campionato difficile - ha detto Moratti - quasi drammatico dal punto di vista degli infortuni e quindi non posso fare altro che sostenere Stramaccioni e fare in modo che lui riesca a inventarsi quello che è difficilmente inventabile ma che con un po' di fantasia e di fortuna magari si può tirare fuori.
Lo staff medico è da rivedere vista l'emergenza infortuni? Tutto è da rivedere, ci sono molte cose da rivedere".
La semifinale di ritorno di Coppa Italia di mercoledì contro la Roma è probabilmente l'ultima possibilità per l'Inter di portare a casa un obiettivo in questa stagione. "È relativo - spiega Moratti - perché è una semifinale, non una finale. Certo è l'ultima possibilità per andare avanti in qualcosa, anche perché al campionato ormai c'è rimasto poco da pensare. Stramaccioni farà quello che può fare, i giocatori ci metteranno tutta la volontà, quello senza dubbio. Nonostante i mille infortuni sono ottimista: negli altri paesi ci sono squadre dilettantistiche che sono arrivati in finale nelle coppe nazionali, quindi ce la possiamo giocare anche noi, con tutte le assenze.
Alvarez? Spero sia l'uomo decisivo contro la Roma. Ora sta facendo bene, poi vedremo se potrà essere un punto di riferimento per il futuro".
Alla domanda se questo sia il momento peggiore nella sua presidenza Moratti risponde chiaro: "Ci sono stati momenti peggiori, dipende come li affronti. Ora il problema è che non sai che da parte attaccarti perché mancano talmente tanti giocatori che non puoi nemmeno dire cambiamo questo o che sbaglia l'allenatore. Puoi solo sperare che quelli che giocano diano il massimo e abbiano fortuna".
In chiusura Moratti ha commentato brevemente la notizia della cessione del 20% del gruppo Saras ad una cordata russa, smentendo di fatto qualsiasi coinvolgimento dell'Inter: "È una operazione buona per Saras".