La quindicesima tappa del Giro d'Italia 2013 è destinata a rimanere nella storia visto lo sconfinamento in terra francese per affrontare un percorso simbolo del Tour de France: Telegraphe prima e Galibier subito dopo. Ecco il nostro approfondimento su questa montagna che è un mostro sacro del ciclismo e che nel 1998 lanciò Marco Pantani in cima al mondo.
La storia del Col du Galibier
Il Col du Galibier è una montagna simbolo del Tour de France che è passato per ben 59 volte da questa salita dal 1911 ad oggi (seconda solo al Tourmalet con 77 passaggi).
I primi ciclisti a transitare in vetta furono nel 1911 Emile Georget, Paul Duboc e Gustave Garrigou, ma non vanno dimenticati anche i nove italiani che sono riusciti a passare per primi su questo gran premio della montagna a quota 2645 metri: Aimo (1924), Camusso (1932), Bartali (1937), Vicini (1938), Camellini (1947), Coppi (1952), Chioccioli (1992), Pantani (1998) e Garzelli (2003).
L'impresa di Pantani al tour del '98
Ovviamente tra tutti gli italiani che hanno vinto su questa cima non possiamo che ricordare l'incredibile impresa di Marco Pantani, che nel 1998 vinse il Tour de France grazie a questa salita. Marco aveva oltre 3 minuti dal rivale Ulrich, ma a 6km dalla vetta del Galibier è scattato da solo, transitando per primo sulla cima con 2 minuti e 46 secondi di vantaggio e andando poi a vincere a Les Deux Alpes.
Ulrich arriverà con 9 minuti di ritardo, perdendo così il Tour.
Percorso e Altimetria
Il versante che i corridori affronteranno a questo Giro d'Italia 2013 è quello Nord che comprende prima il Col du Telegraphe. Praticamente sono 35 chilometri da affrontare per scalare prima il Telegraphe e poi il Galibier, con meno di 5 chilometri di discesa tra le due asperità. A Valloire (1400 metri d'altezza), inizia la scalata al gigante il Col du Galibier. Il primo chilometro è subito duro, tutto oltre l'8% di media.
La difficoltà di tutta la prima parte (10 chilometri) è quella di non avere praticamente curve e non permettere mai di rifiatare ai ciclisti. Verso Plan Lachat c'è un tratto un po' più facile con le pendenze che diminuiscono, prima di affrontare la parte finale della montagna.
Gli ultimi otto chilometri sono un susseguirsi di tornanti, con pendenze massime intorno all'11%.
La vera difficoltà per i ciclisti non sono le pendenze in se, ma il fatto che i corridori hanno già speso molto sul Telegraphe e nella prima parte di salita. Per questo gli ultimi 3-4 chilometri possono sembrare infiniti, e qui perdere minuti e rivoluzionare la classifica del Giro diventa molto facile.