Mondiali atletica 2013 di Mosca, il piatto piange. Un fiasco la spedizione italiana vista all'opera in Televisione. Alfio Giomi, Presidente Fidal, ha bocciato senza troppi giri di parole i risultati complessivamente conseguiti dai nostri rappresentanti, mai davvero in partita, mai competitivi per le medaglie, Valeria Straneo a parte, col suo magnifico argento. Ma non ci si può nascondere dietro un dito.





Cosa non ha funzionato per noi in questi Mondiali atletica 2013 di Mosca molto attesi? Non è facile capirlo. Per Alfio Giomi di certo c'è davvero molto da lavorare, anche più di quanto era lecito mettere in preventivo. La realtà è impietosa: a livello internazionale la squadra azzurra semplicemente non c'è. Più cresce il livello della manifestazione, più ci si rende conto che l'obiettivo è solo quello di salvare la faccia, di fare una figura dignitosa e nulla più.

L'atletica italiana non è adeguata, è rimasta colpevolmente indietro, impegnata a specchiarsi nei fantasmi di un passato glorioso. Pensiamo alla prova di Alessia Trost, che nella finale del salto in alto dei Mondiali atletica 2013 di Mosca ha bucato una misura alla sua portata (1,97) ma sembrava tutto sommato soddisfatta di avere raggiunto la finale. Quello che a nostro parere manca è la convinzione, la fame di vittoria che evidentemente non si compra al supermercato.

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Il numero 1 della Fidal afferma che è fondamentale, a questo punto, ricreare nei nostri atleti una mentalità internazionale vincente, di elevata competitività: quella che caratterizza gli atleti più esperti e li conduce a record e vittorie.



Per Giomi non era Mosca l'occasione in cui contare le madaglie conquistate, che arriverà l'anno prossimo ai Campionati d'Europa di Zurigo.

Intanto i Mondiali atletica 2013 di Mosca sono archiviati.





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