Siate sinceri.Vedere Phelps con quelle grosse macchie livide sulla schiena non vi ha fatto pensare a qualche epidemia medievale o a qualche gioco adolescenziale finito male? Niente di tutto ciò. Gli strani cerchi sulla pelle, non sono nemmeno frutto degli alieni arrivati a Rio per carpiredoti e qualità dai nostri campioni. Si tratta di una tecnica fisioterapica chiamata Cupping. Diversi atleti si sono sottoposti a questa terapia, che ha perlopiù effetto placebo sul corpo. Sollievo muscolare o invadenza estetica?

Il cupping

Si tratta di una tecnica derivante dalla medicina cinese.

In italiano viene chiamata coppettazione perché sono proprio le coppe applicate che generano i segni che abbiamo visto sulla schiena di Phelps. Le coppette vengono applicate sulla pelle e scaldate con una fiammella per far sì che la pelle si sollevi "staccandosi" dal muscolo. Tale procedimento consente il rilassamento dello stesso muscolo che riesce a respirare e a ritrovare la giusta energia.

In pratica, la suzione contrasta la produzione di edemi, subedemi e microlesioni dovute agli allenamenti intensi e alle gare e promuove la microcircolazione sanguigna e linfatica, migliorando le prestazioni sportive.Inoltre, favorisce la mobilità delle articolazioni come spalle e anche

È quanto ha spiegato il dottor Minellidocente di Medicina tradizionale cinese del dipartimento di Scienze della salute dell’Università statale di Milano.

Cupping: tecnica salutare o invasiva?

La tecnica del cupping risale quindi a tempi antichi. Il suo uso era frequente in Oriente e non solo per quanto riguarda gli atleti.È una tecnica di rilassamento muscolare, un po' come l'agopuntura, a cui anche molte star si sono rivolte.Gwyneth Paltrow, Jennifer Aniston e Jennifer Lopez fanno uso frequente della coppettazione.

La tecnica però è sempre stato un punto di dubbia scientificità per la medicina. Infatti, l'evidente segno che rimane è dato dalla rottura dei capillari causata dal surriscaldamento della pelle. Non sono dubbie le capacità di rigenerare il muscolo, ma i lividi che rimangono sulla pelle non sono sintomo di una corretta applicazione delle coppe.È probabile che gli atleti di Rio come il plurimedagliato Phelps, abbiano abusato della tecnica, lacerando i capillari e dando alla pelle quella tipica colorazione da percossa.