Pronostico rispettato nel primo anticipo valevole per la sesta giornata del massimo campionato di serie A1 di volley femminile. Al "Palayamamay" la Savino Del Bene Scandicci supera con un secco 3-0 il Club Italia CRAI, al termine di un match combattuto solo nel primo set quando le azzurre hanno provato a mettere in difficoltà le toscane, sfruttando la verve della solita Egonu (16 punti per lei). Piano piano, le toscane hanno preso il sopravvento, chiudendo in scioltezza un match che comunque poteva presentare delle insidie, considerando che il Club Italia aveva ceduto solo al tie-break al cospetto delle campionesse d'Europa in carica di Casalmaggiore, alla prima di campionato.

Troppo grande la differenza di valori esistente in campo e quando Scandicci ha deciso di iniziare a giocare alla sua maniera, non ha avuto difficoltà ad incamerare tre punti che la conferma nelle posizioni di altissima classifica (primo posto, sia pur in condominio a 14 punti, con la Unet Yamamay Busto Arsizio e la Pomì Casalmaggiore dopo il big-match fra queste ultime conclusosi con la vittoria al tie-break delle biancorosse).

Ed in effetti la partenza a razzo delle ragazze di coach Lucchi coglieva letteralmente di sorpresa le ospiti che facevano una gran fatica nel contenere gli attacchi delle padrone di casa.

La ricezione ospite era a dir poco imbarazzante e sul 10-4, Chiappafreddo era costretto a chiamare il minuto di sospensione per svegliare le sue dallo strano torpore in cui erano cadute. Al rientro in campo, era la premiata coppia Havlickova-Meijners a suonare la carica per Scandicci. La Savino Del Bene recuperava così velocemente terreno, trascinata da un terminale offensivo come pochi in A1 che macinava gioco e punti con grande regolarità.

Stavolta era la ricezione azzurra a subire la pressione avversaria e con un parziale di 8-19, piazzato in pochissimi minuti, ecco che la gara era completamente capovolta. Sul 18-23, quando i giochi sembravano ormai fatti, un calo di concentrazione delle toscane permetteva al Club Italia di riportarsi in parità (23-23, dopo un’invasione fischiata alla Arrighetti con il video-check). Ma prima l’Havlickova e poi un errore in battuta della Botezat regalavano il set a Scandicci, al primo set-ball (23-25).

Nel secondo set non c’era storia: dopo un iniziale equilibrio, erano sempre la Havlickova e la Meijners (che hanno lasciato un buon ricordo da queste parti, dopo gli anni trascorsi con la Yamamay) a menare la danza, facendo breccia nella difesa azzurra con impressionante precisione. La ceca, in particolare, si faceva sentire non solo in attacco ma anche a muro dove rispediva al mittente i tentativi offensivi di una Egonu in questo frangente poco incisiva.

Ma erano tutte le ragazze di coach Chiappafreddo ad esprimere al massimo il proprio potenziale, non sbagliando praticamente nulla. Le toscane spingevano forte sull’acceleratore e per il Club Italia CRAI era davvero notte fonda: a dir poco eloquente il 9-25 con cui si chiudeva la frazione di gioco, in appena 20’.

Nel terzo ed ultimo parziale, il canovaccio non mutava anche se le azzurre provavano assai blandamente ad abbozzare quantomeno un minimo tentativo di reazione.

Ma le buone intenzioni facevano letteralmente a pugni con l’evidente gap tecnico esistente fra i due roster. Era sempre la Havlickova a colpire in maniera implacabile da tutte le posizioni a spegnere sul nascere ogni velleità di rimonta ad un Club Italia che mollava le armi al primo set-ball trasformato con un ace dalla solita Havlickova (16-25), di gran lunga la migliore in campo.

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