La facile salita verso il traguardo di Montevergine non ha portato allo scoperto i big della classifica generale ma ha riservato comunque delle emozioni. L’ascesa finale, troppo semplice per provocare selezione, è stata condotta ad andatura regolare dagli uomini della maglia rosa. Il finale è stato però intenso a causa di una caduta di Chris Froome e poi per la corsa al successo di tappa che ha visto gli ultimi reduci di una fuga da lontano ripresi e superati nell’ultimo chilometro da Richard Carapaz, giovane corridore ecuadoregno della Movistar.

Giro d’Italia, arriva la pioggia

Anche se presentava un arrivo in salita, l’ottava tappa del Giro d’Italia non era tra quelle decisive della corsa rosa. L’ascesa verso Montevergine, già vista in tante edizioni del passato, era infatti troppo pedalabile per fare una vera selezione ed aprire la bagarre tra i pretendenti alla maglia rosa finale. Così è stato, con i big rimasti alla finestra in attesa della più difficile tappa di domani con arrivo sul Gran Sasso. La corsa si è rivelata però impegnativa a causa delle condizioni climatiche, con un violento acquazzone che è arrivato sulla corsa nelle ultime decine di chilometri.

Dopo pochi chilometri dal via di Praia a Mare si è formata al comanda la fuga che ha contrassegnato tutta la corsa. A formarla Mohoric (Bahrein Merida), Polanc (UAE Emirates), Villella (Astana), Torres (Androni), Montaguti (AG2R), Van der Sande (Lotto Soudal) e Boewman (Lotto Jumbo). La buona consistenza numerica e qualitativa della fuga ha fatto immaginare un buon esito, che però non c’è stato.

Carapaz, la prima dell’Ecuador

Il gruppo ha concesso un vantaggio di circa cinque minuti, poi nei chilometri precedenti all’imbocco della salita verso Montevergine la bagarre per rimanere davanti ha fatto innalzare vertiginosamente il ritmo.

Il vantaggio è così crollato velocemente e i sette al comando hanno iniziato la lunga e pedalabile salita finale con meno di due minuti. Mohoric è stato particolarmente aggressivo tra i fuggitivi, e ne hanno fatto subito le spese Van der Sande, Torres e Villella. Il gruppo è rimasto per quasi tutta la salita a ruota di Jack Haig, uno dei gregari della maglia rosa. La Mitchelton si è permessa il lusso di risparmiare Nieve e Kreuziger, confermando di avere qualità e condizione per essere un punto di riferimento del Giro.

La situazione si è stabilizzata con il lento recupero del gruppo, secondo dopo secondo, finché a 5 km dall’arrivo Chris Froome (Sky) è scivolato in un tornante. Il britannico è prontamente ripartito e si è poi portato nelle posizioni di testa con i compagni, ma è parso piuttosto sofferente e nel finale è scivolato nelle retrovie del gruppo.

Davanti Boewman è partito con decisione staccando i compagni d’avventura ormai esausti, ma anche il giovane olandese ha dovuto arrendersi alla fiammata di Richard Carapaz (Movistar), uscito dal gruppo con un cambio di passo eccellente all’ultimo chilometro. L’ecuadoregno ha superato Boewman ed è andato a vincere, segnando la prima vittoria di un corridore del suo paese al Giro d'Italia. I big si sono accesi solo per lo sprint finale valido per gli abbuoni: l’ha spuntata Formolo (Bora) su Pinot (Groupama) e Battaglin (Lotto Jumbo), con tutti gli altri a seguire in un gruppo di una trentina di corridori.

Simon Yates ha difeso senza difficoltà la maglia rosa: la classifica è cambiata solo per il sorpasso di Pinot su Pozzovivo grazie all’abbuono e per l’ingresso di Carapaz nella top ten.