Anche tre giorni dopo, la tappa di Frascati del Giro d’Italia continua a far discutere. Se il finale di quella frazione è costato il ritiro ad uno dei grandi favoriti per la maglia rosa finale, Tom Dumoulin, ed ha visto Roglic guadagnare terreno sugli avversari, molti chilometri prima si è verificato un episodio che è passato quasi inosservato sul momento. La fuga di giornata, in cui era inserito anche Marco Frapporti, ha perso diversi minuti nello spazio di una manciata di chilometri e il corridore della Androni ha lanciato una dura accusa sulla regolarità della corsa. Secondo il corridore bresciano il gruppo sarebbe stato aiutato in maniera illecita, una ricostruzione corroborata dalle voci dei compagni di squadra.

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Frapporti: ‘Non si può continuare così’

Quelle delle scie che i corridori prendono da auto e moto del seguito della corsa non è certo un problema nuovo per il mondo del Ciclismo. L’ultima polemica a riguardo è stata sollevata da Marco Frapporti, il corridore bresciano della Androni che è uno dei più continui a cercare le fughe da lontano. Frapporti era andato all’attacco nella tappa di Frascati insieme a Mirco Maestri e Damiano Cima, raggiungendo un vantaggio massimo di 12 minuti.

Marco Frapporti in fuga nella tappa di Frascati
Marco Frapporti in fuga nella tappa di Frascati

La rimonta del gruppo è stata poi inesorabile e come previsto ha portato al ricongiungimento. Il corridore della Androni ha però dichiarato che l’inseguimento è stato aiutato dalle moto e addirittura da un’auto.

“Non è possibile continuare così, il gruppo è tornato sotto grazie agli aiuti” si è sfogato Frapporti in un’intervista al Giornale di Brescia, aggiungendo che il vantaggio è sceso in pochi chilometri da 12 a 5 minuti. “Ma noi tre andavamo a 50 all’ora com’è possibile che il gruppo abbia recuperato così tanto?” ha continuato il corridore spiegando poi di aver saputo qualcosa dai compagni di squadra al termine della tappa.

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“Oltre alla moto Rai davanti al gruppo si è piazzata una grossa auto che in pratica ha trainato il gruppo. I miei compagni hanno detto che andavano a 75 all’ora in un tratto non in discesa” ha accusato ancora Frapporti.

Androni: ‘Corsa senza irregolarità’

Le parole di Frapporti hanno avuto una grossa eco nel mondo del ciclismo ed hanno consigliato la Androni Sidermec a diffondere un comunicato stampa per smentire questa versione. “Le parole di Marco sono state dettate dalla delusione e dalla stanchezza per l’impresa solo sfiorata” si legge nella nota diffusa dalla formazione diretta da Gianni Savio.

“La squadra intende confermare che ritiene che la corsa si sia svolta senza irregolarità e che l’epilogo della stessa non sia stato condizionato da aiuti esterni” ha comunicato Androni Sidermec facendo calare il sipario sulla polemica innescata dal suo corridore.

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