La clamorosa sconfitta di Anthony Joshua contro Andy Ruiz che gli ha strappato quattro cinture iridate dei pesi massimi fa ancora discutere. C'è chi l'ha definita come una delle più grandi sorprese della boxe di tutti i tempi, accostandola a due incredibili quanto ormai leggendari match dei pesi massimi. Il primo è parecchio lontano nel tempo, quando il 13 giugno del 1935 Jim Braddock superò ai punti in 15 round il campione mondiale Max Baer fregiandosi del titolo: un'impresa che lo consegnò alla mitologia pugilistica con il soprannome di 'Cinderella Man'.

L'altra è relativa a Mike Tyson ed al k.o subito a Tokyo da James 'Buster' Douglas nel 1990. Anche 'Iron Mike', recentemente intervistato dalla Gazzetta dello Sport, accosta in qualche modo quanto gli accadde in Giappone alla sconfitta di Joshua al Madison Square Garden lo scorso 1 giugno. Dal suo punto di vista, "le sconfitte possono essere utili, ma non bisogna perdere la fiducia in sé stessi".

'Se vinci sei fantastico, se perdi sei come tutti gli altri: è il destino dei grandi campioni'

Recentemente Tyson Fury ha definito Joshua un pugile finito. Per una volta Mike Tyson che stima tantissimo il britannico non è d'accordo con lui e qui parte il riferimento al suo match con Douglas, anche se effettivamente quell'incontro fu l'inizio del suo declino.

"Io credo che quel k.o fu un bene per me - dice - perché mi ha reso più umano. A tutti i campioni capita di sbagliare, prendi Serena Williams: se vince è fantastica, se perde è come tutti gli altri. Alla fine è la legge dello sport, perché abbiamo il nostro momento, ma poi qualcuno prende sempre il tuo posto. Però Joshua non è finito - aggiunge - e, anzi, per me resta il migliore tra i pesi massimi.

Ma deve continuare a credere in sé stesso e non deve porsi il dubbio di non essere più bravo. Mi rivedo in lui: non invincibile ma più umano. Rialzarsi dopo un k.o non è mai facile, devi premere sul tuo orgoglio, devi crederci e dimostrare a te stesso che sei ancora il numero uno. Credo che l'orgoglio di Joshua sia ferito, ora non ha nulla da perdere e diventerà molto più pericoloso".

Tornando a Douglas, Tyson lo definisce "il momento peggiore della sua carriera" mentre il migliore è senza dubbio "quando ho vinto per la prima volta il titolo mondiale".

'Lomachenko è il miglior picchiatore'

Il cronista della 'rosea' gli elenca alcuni pugili, tra questi mette Mayweather, Wilder, Fury, Canelo ed anche Ruiz chiedendogli chi preferisce. Tyson però esce fuori da questa lista. "Oggi il miglior picchiatore è Lomachenko, magari lo conoscono meno persone perché non è un peso massimo, ma è il numero uno. Tra i massimi, lo ribadisco, il migliore è ancora Joshua".

Il match virtuale contro Muhammad Ali

Mike Tyson e Muhammad Ali sono forse i pesi massimi che più di altri hanno sollevato gli entusiasmi della gente a livello planetario.

Gli viene chiesto chi, tra lui ed Alì, avrebbe vinto sul ring. L'ammirazione di Iron Mike per Alì è nota ed è per questo che preferisce rispondere in maniera diplomatica. "Lo possiamo scoprire con gli ologrammi no? Oggi fanno di queste cose e, dunque, grazie alla tecnologia lo potete scoprire. Oggi anche se muori possono speculare sulla tua carriera".

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