Ieri sera nella splendida cornice rinnovata dello stadio San Paolo di Napoli, la città partenopea è stata davvero "mille culure" nella cerimonia d'apertura della 30esima edizione delle Universiadi. Le suggestioni della tradizione, della natura e dei paesaggi della città, nonché led, giochi di luce, proiezioni spettacolari, musica e balli, questo e tanto altro ancora è quello a cui abbiamo assistito all'evento realizzato da Marco Balich e dal suo gruppo.

L'esperto organizzatore ha raccontato il capoluogo campano attraverso la sua musica, la maschera di Pulcinella, la sua arte millenaria nonché la sua incredibile storia nata nel mito della sirena Partenope che tra l'altro rappresenta la mascotte delle Universiadi.

Il tutto è stato raccontato combinando la ricchezza delle bellezze di Napoli e un grande messaggio di apertura verso il mondo con i cartelli dei Paesi partecipanti che sfilavano affidati ad un gruppo di circa 40 migranti accolti in città. Napoli e l'Italia hanno vissuto una grandissima notte e il Bel paese ha vissuto un grandissimo colpo di fulmine con questo evento sportivo, proprio 10 giorni dopo il trionfo di Milano-Cortina.

Inoltre, ad assistere all'evento c'era il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quello della camera Fico, il presidente del Coni Malagò e poi i sottosegretari Valente e Giorgetti.

I grandi omaggio a Maradona, Eduardo e Totò

Non potevano ovviamente mancare i due duellanti di turno: il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e il presidente della regione De Luca.

C'è da dire che nonostante i contrasti tra i due, sono stati gli unici a credere alla realizzazione di un qualcosa che creò scetticismo generale sia del Governo che del CONI. Infatti, Malagò quando ha preso la parola ha parlato di una cosa che non era impossibile ma molto complicata da realizzare. Ma Napoli c'è l'ha fatta e questa festa dovrà durare sicuramente fino al 14 luglio.

Però poi quando finiranno le Universiadi, tutti gli impianti dovranno continuare a vivere nelle vita di tutti giorni e non dovranno essere abbandonati a se stessi.

Dunque, questa deve essere una scommessa per Napoli, ma soprattutto per l'Italia intera che non deve più sprecare le risorse a disposizione, ma sfruttare al massimo tutti questi investimenti che poi frutteranno senz'altro sul territorio.

Intanto, c'è da dire che l'apice della manifestazione si è toccata quando la delegazione argentina è entrata con le maglie con dietro il numero 10 che a Napoli vuole dire sempre e per sempre, il grande e unico Diego Armando Maradona. Invece, i rivali del Brasile hanno ritenuto opportuno entrare con delle divise da cuochi per fare un omaggio alla pizza e alla cugina napoletana.

Altro punto di grande impatto è stato il grande omaggio dell'attrice Iaia Forte che ha recitato il grande Antonio De Curtis in arte Totò e poi l'indimenticabile Eduardo De Filippo. D'altronde come diceva quest'ultimo: "Napoli è nu teatro antico, sempre apierto".