"Scivolano vite e due destini persi nel sole... L'orologio prende il tempo e il tempo batte per noi... Non c'è più chi perde o vince quando il tempo non vuole... Quando la strada sale... Non ti voltare... Sai che ci sarò...". Sono i versi della splendida canzone che Enrico Ruggeri dedicò nel 2000 ad una delle più celebri rivalità della storia del cliclismo, quella tra Felice Gimondi ed Eddy Merckx.

Il brano simboleggia molto di più di una semplice gara sportiva, è la sfida dell'uomo verso l'impossibile, un richiamo a lottare sempre e comunque, anche quando l'ostacolo sembra insormontabile. Gimondi ha vinto tanto, nonostante la presenza di un avversario come Merckx, il leggendario 'cannibale', forse insieme a Fausto Coppi il più grande di sempre. Quell'orologio evocato da Ruggeri, però, per lui si è fermato.

Gimondi è andato via, improvvisamente, come un fulmine a ciel sereno. Si trovava in vacanza in Sicilia, a Giardini Naxos, quando un malore ha fermato per sempre il suo cuore, aveva 76 anni. La notizia ha raggiunto anche il rivale di sempre, i due in realtà hanno condiviso tanto insieme ed erano legati da eterna amicizia. Eddy Merckx è un uomo distrutto perché sa che non può riportate indietro l''orologio. "Oggi perdo io", ha dichiarato visibilmente straziato dopo aver appreso della morte di Gimondi.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Ciclismo

'Impossibile dimenticare tutte le cose che abbiamo fatto insieme'

Il ricordo che il campionissimo belga fa dell'amico-rivale tocca il cuore. "Ho perso un amico, prima di tutto era un amico e poi l'avversario di tutta la mia vita. Abbiamo gareggiato ovunque, per anni, l'un contro l'altro sulle strade, ma a fine carriera siamo diventati amici. Accadeva ci sentissimo ogni tanto, lo avevo sentito soltanto due settimane fa.

Oggi sono distrutto". Se Gimondi è stato grande perché ha vinto tanto pur un presenza di un avversario assolutamente mostruoso, la grandezza del fuoriclasse belga va misurata anche e soprattutto in presenza di un rivale del calibro del 'ragazzo della Val Brembana'. "Felice era un grande uomo ed è stato un gradissimo campione, non riesco a credere che non ci sia più e che me lo hanno portato via. Una grande perdita per il Ciclismo.

Mi vengono in mente tutte le volte che abbiamo lottato, un uomo come lui non nasce tutti i giorni e con lui scompare una parte della mia vita. Felice è stato tra i più grandi ciclisti di ogni epoca".

Gianni Motta: 'Litigavamo sempre, ma c'era un grande rispetto'

Sconvolto dal dolore anche un altro grande rivale di Gimondi, Gianni Motta. Quasi coetanei, entrambi lombardi, sono cresciuti ciclisticamente insieme.

"Due ragazzi poveri - ricorda Motta - che sono cresciuti a forza di colpi sui pedali. Eravamo rivali e litigavamo spesso, ma tra noi c'era un grande rispetto. Mi ricordo di una volta che lo chiamai: 'Felice, basta litigare, pensiamo solo a correre', gli dissi. Con Felice muore un pezzo di storia d'Italia ed anche della mia vita".

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto