L’Italia piange Felice Gimondi, leggenda dello sport e del Ciclismo italiano. Il fuoriclasse, che contrastò con fierezza e classe il ‘cannibale’ Eddy Merckx tra la metà degli anni ‘60 e gli anni ‘70, ha accusato un malore mentre stava facendo il bagno ai Giardini Naxos in provincia di Messina. La notizia è stata diffusa dall’Agenzia Ansa dopo che i carabinieri avevano confermato le cause del decesso.

Gimondi è stato immediatamente soccorso dai bagnini e dai medici del 118 che hanno tentato di rianimarlo. Purtroppo per Felix de Mondi, come l’aveva ribattezzato Gianni Brera, non c’è stato nulla da fare.

L’ex ciclista era nato a Sedrina (provincia di Bergamo) il 29 settembre 1942 e tra un mese avrebbe festeggiato il suo settantasettesimo compleanno. Il campione, in forza alla Salvarani prima e alla Bianchi poi, si è fermato ad un passo da quel traguardo che da professionista è stato in grado di tagliare a braccia alzate per 118 volte.

Vani i tentativi di rianimarlo, il ricordo di Cassani: 'L'unico idolo della mia vita'

Da qualche giorno Gimondi aveva raggiunto con la famiglia l’incantevole località siciliana, nei pressi di Taormina, per trascorrere un periodo di vacanza. Un tuffo in mare nel tardo pomeriggio e il malore che non gli ha dato scampo nonostante il tempestivo intervento dei bagnini. Sul posto è giunta anche una motovedetta della Guardia Costiera.

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Ciclismo

La ferale notizia del decesso di Nuvola Rossa ha lasciato senza fiato gli appassionati di ciclismo, gli avversari di mille battaglie e tanti campionissimi del mondo delle due ruote.

“Ho avuto un solo idolo nella mia vita: Felice Gimondi. Ogni volta che lo vedevo era un’emozione perché quando ti innamori di un campione è per tutta la vita. Sei stato un grande Felice” - ha dichiarato il ct della nazionale italiana di ciclismo Davide Cassani.

Vinse i tre grandi giri e beffò il 'cannibale' ai mondiali di Montjuic nel 1973

Carriera lunga e ricca di indimenticabili ‘cavalcate’ trionfali. Felice Gimondi è tra i pochi campioni delle due ruote ad aver conquistato i tre grandi giri.

Nel 1965 il Tour del France tornò a parlare italiano grazie ad un giovane che si era presentato alla Grand Boucle da gregario di Adorni. Quest’ultimo si ritirò e Gimondi conquistò a sorpresa la maglia gialla e la difese dagli attacchi di Poulidor fino all’apoteosi a Versailles. Nel suo prestigioso albo d’oro figurano tre vittorie al Giro d’Italia (1967, 1969 e 1976) e il successo alla Vuelta di Spagna nel 1968.

Nel 1973, dopo il bronzo di Leicester e l’amaro argento di Mendrisio, il bergamasco si prese la sua rivincita a Montjuic dove conquistò il suo primo e unico titolo Mondiale al termine di una splendida volata con Maertens e Merckc. Felice Gimondi si è ritirato nel 1979 con il terzo posto al campionato italiano di omnium indoor. Dopo aver chiuso l'attività agonistica ha ricoperto incarichi dirigenziali ed è stato direttore sportivo della Bianchi e presidente della Mercatone Uno, la squadra di Pantani.

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