Peter Sagan non è riuscito ad entrare una volta di più nella storia del Ciclismo con quel quarto titolo Mondiale che nessuno è mai riuscito a conquistare. Nonostante una stagione un po’ sottotono, il campione slovacco è sembrato in grande giornata nella corsa iridata, ma non è riuscito a concretizzare al meglio il suo stato di forma e le difficoltà degli avversari più accreditati. Sagan non ha letto nella maniera migliore la corsa dal punto di vista tattico, immaginando che l’azione favorita da Van der Poel e Trentin non fosse quella decisiva. Il gruppo invece non è più riuscito a recuperare e il tre volte iridato si è dovuto accontentare di un piazzamento.

Sagan: ‘Non sono deluso’

I Mondiali di ciclismo non sono andati nel modo giusto per Peter Sagan. Arrivato in Yorkshire circondato da qualche perplessità per una stagione così così, il campione slovacco ha dato dimostrazione di essersi preparato bene per questo appuntamento e di aver contrastato meglio di molti altri corridori il freddo e la pioggia incessante che ha segnato la giornata iridata. Nonostante questo, Sagan ha dovuto rimandare la caccia al quarto titolo Mondiale, quel risultato mai raggiunto da nessuno nella lunga storia del ciclismo.

Come nelle corse iridate degli anni scorsi il corridore della Bora ha dovuto prendersi qualche rischio e fare delle scelte a livello tattico non potendo contare su una squadra forte. Nel momento in cui è partita l’azione decisiva sull’attacco di Mathieu Van der Poel il tre volte iridato ha scelto di starsene in attesa, pensando che le squadre degli altri favoriti avrebbero ricucito la situazione e portato allo sprint finale.

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“Non sono deluso, è una gara di ciclismo”, ha dichiarato Sagan al termine della corsa fedele alla sua filosofia di vita leggera. “Mi sentivo molto bene, ma ho perso l’occasione di essere davanti. Potevo seguire Van der Poel e Trentin, ma pensavo che tutto sarebbe finito in fretta. Ho scelto la mia opportunità e alla fine la corsa è andata diversamente. Stavo bene, ma ho lasciato andare la fuga decisiva, ci sarei potuto essere, ma supponevo che saremmo tornati insieme ed avremmo lottato per il successo con un gruppo ridotto”, ha continuato il campione slovacco.

‘Molte nazioni erano più deboli del normale’

Sagan si è poi reso conto dell’errore tattico commesso ed è uscito dal gruppo nel finale di corsa quando però i battistrada erano troppo lontani. Il capitano della Slovacchia ha recuperato terreno negli ultimi chilometri, ma non è potuto andare oltre il quinto posto a 43’’ di ritardo dal sorprendente vincitore Mads Pedersen.

“Nel finale ho provato perché volevo confrontarmi con gli altri.

È stato bello, ma ho perso l’occasione di essere là davanti”, ha ribadito Sagan spiegando di essere rimasto sorpreso dal mancato inseguimento delle squadre degli altri favoriti, soprattutto francesi e belgi. “Mi aspettavo più squadre forti, ma penso che il clima abbia messo fuori corsa molti ragazzi perché erano infreddoliti. Molti Paesi erano più deboli del normale, penso che sia per questo che è finita così, ma complimenti al vincitore”, ha concluso Sagan.

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