La lunga e faticosa risalita di Chris Froome dall’incidente dello scorso mese di giugno ha superato un’altra tappa. Il quattro volte vincitore del Tour de France infatti si è sottoposto nelle scorse settimane ad un nuovo intervento per rimuovere delle placche con cui erano state fissate le fratture ed ora ha avuto il via libera per tornare finalmente in bicicletta. La ripresa dell’attività è stata un momento di gioia per il campione della Ineos, ma anche un modo per capire più concretamente quanto sia ancora difficile la via del pieno recupero.

Froome: ‘Sei mesi difficili’

Sono passati ormai quasi sei mesi da quel 12 giugno, il giorno in cui Chris Froome rischiò la vita cadendo ad alta velocità mentre stava effettuando la ricognizione della cronometro del Giro del Delfinato. Il corridore britannico si procurò numerose fratture e da allora ha fatto passi da gigante nel percorso di recupero, facendo ricredere chi era convinto che non sarebbe più potuto tornare a correre.

Nel mese di novembre Froome si è sottoposto ad una nuova operazione per rimuovere le placche che avevano stabilizzato le fratture subite nell’incidente e ora è potuto tornare ad allenarsi.

Il campione della Ineos ne ha parlato in un podcast tenuto dei compagni di squadra Luke Rowe e Geraint Thomas. “Sono stati sei mesi difficili, ma penso di essere abbastanza fortunato considerando che non mi è andata peggio” ha raccontato il vincitore del Giro 2018. “Sono tornato in bici ufficialmente ieri per la prima volta dopo la mia seconda operazione. Spero che ora tutto quello che farò sarà in direzione del Tour de France del prossimo anno”, ha continuato Froome.

‘Non sono pronto per il Giro’

Froome ha anche parlato con molto realismo, spiegando che servirà ancora tanto tempo per cercare di tornare quello di un tempo e che non potrà essere competitivo prima del Tour 2020.

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“Sicuramente non sarò pronto ad affrontare il Giro al 100%, quindi penso che logicamente il Tour de France abbia molto senso per me, per cercare di ottenere la quinta vittoria da record che è un grande obiettivo. Tornare al Tour nella mia forma migliore è la forza trainante per me, è la luce in fondo al tunnel e sicuramente mi ha aiutato nei momenti difficili”, ha raccontato Froome.

Il campione britannico sa di avere davanti una strada molto lunga e piena di incognite, ma è pronto a mettere sul campo tutta la sua proverbiale determinazione per tornare a vincere.

“La prima cosa è solo tornare in bici e poi provare a lavorare su alcuni punti deboli. La gamba destra non funziona correttamente da sei mesi, è debole e ha bisogno di molto lavoro. Tornare in sella per la prima volta è stato fantastico, ma ha evidenziato quanto sia lontano dalla forma vincente del Tour de France. Ho perso sei mesi, ci vorranno ancora alcuni mesi per tornare dov’ero”, ha concluso Froome.

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