La stagione 2020 segnerà una volta nella carriera di Nairo Quintana. Lo scalatore colombiano ha concluso la sua lunga avventura in maglia Movistar, ben otto anni segnati dai successi al Giro d’Italia e alla Vuelta Espana, ma anche dal sogno del Tour de France che non è mai diventato una realtà e da qualche incomprensione nelle ultime stagioni in cui è stato meno brillante.

Quintana ha lasciato la squadra spagnola per accasarsi alla Arkea Samsic, una formazione francese che non fa parte del World Tour ma che gli garantirà un programma di altissimo livello.

Unzuè: ‘Per cinque anni abbiamo sognato la vittoria al Tour’

Le ultime due stagioni di Quintana non sono state entusiasmanti. Lo scalatore colombiano ha conquistato solo cinque vittorie, ma soprattutto ha cominciato ad allontanarsi sempre di più dalla lotta al podio dei grandi giri, il suo terreno di caccia preferito. A rendere più enigmatica la posizione di un campione che ha vinto molto ma da cui ci si aspettava ancora di più dopo un esordio travolgente sono state le incomprensioni tattiche con Valverde e Landa che hanno caratterizzato quest’ultima stagione di casa Movistar.

La squadra spagnola ha deciso di dare un taglio netto a questa situazione, lasciando partire sia il colombiano che Landa, così come il vincitore del Giro d’Italia Carapaz, per affidarsi ad un nuovo ed unico leader, Enric Mas.

Il Team manager della squadra spagnola, l’esperto Eusebio Unzuè, ha ripercorso questa lunga collaborazione con Quintana in un’intervista concessa a El Confidencial. “E’ stato un uomo chiave, ci ha permesso per cinque anni di sognare la vittoria al Tour de France.

C’è andato molto vicino nel 2013 e nel 2015 ma ha avuto la sfortuna di incontrare Chris Froome in questo decennio”, ha dichiarato Unzuè.

‘Qualche anno fa faceva la differenza’

Il Team manager della Movistar ha raccontato di avere degli ottimi ricordi di Quintana, aggiungendo però di ritenerlo ormai un corridore in parabola discendente e incapace di lottare per le grandi vittorie nonostante i 30 anni ancora da compiere.

“Ci ha dato un'ottima solidità. Ovunque andavamo con lui sapevamo di poter ottenere dei risultati. Trasmetteva tranquillità, soprattutto quando la corsa si infiammava perché era un grande scalatore. Qualche anno fa faceva la differenza in montagna. Le cronometro lo hanno diviso dalle più grandi vittorie, ma le accarezzava sempre. Non sarà più nella Movistar perché crediamo che il suo tempo a lottare per i grandi giri sia passato”, ha aggiunto Unzuè rivelando così il motivo di questa separazione, la poca fiducia nelle possibilità attuali e future del corridore colombiano.

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