Guido Vianello chiude il 2019 così come lo aveva iniziato, con una vittoria per k.o. Il 'Gladiatore' ha impiegato soltanto 44" della prima ripresa per chiudere i conti con Colby Madison, un altro avversario certamente non irresistibile che dà comunque la possibilià al pugile italiano di fare ulteriore esperienza e migliorare il suo record. Al pubblico americano piace parecchio, Vianello ha la mano pesante ed il k.o facile nel suo Dna ed è quanto basta per farsi apprezzare dagli appassionati di Boxe d'oltre oceano.

Sulla sua crescita la Top Rank di Bob Arum è disposta a scommettere e chissà che non abbia l'occasione di una grandissima vetrina il prossimo mese di febbraio, combattendo nel sottoclou dell'attesissimo rematch valido per il Mondiale dei pesi massimi versione WBC tra Deontay Wilder e Tyson Fury.

Vianello a Las Vegas, un altro veloce knock out

Intanto Vianello ha combattuto la scorsa notte al Cosmopolitan di Las Vegas in una riunione organizzata dalla Top Rank e dalla Star Boxing in cui il match di cartello era quello valido per il titolo mondiale WBO ad interim dei superwelter tra Carlos Adames e Patrick Teixeira, vinto ai punti da quest'ultimo.

Per il pugile romano una fatica lieve durata, come detto, meno di un minuto, fino a quando il suo destro non si è abbattuto su Madison e lo ha steso. Si tratta del suo successo più rapido: prima del match di Las Vegas, infatti, Vianello aveva vinto altri due combattimento entro la prima ripresa: il 10 febbraio scorso aveva messo k.o Andrew Satterfield in 1'54", mentre lo scorso aprile lo stesso trattamento era toccato a Lawrence Gabriel, durato appena 49". Gli altri tre k.o di Vianello sono stati ottenuti contro Luke Lyons (29" del 2° round), Keenan Hickmon (2'22" del 2° round) e Cassius Anderson (allo scadere della campana della terza ripresa).

Meno di un anno fa il suo debutto da professionista

Per il romano, pertanto, la striscia finora è più che soddisfacente: la saggia guida di un manager esperto come Bob Arum lo sta portando da un successo all'altro a partire dal suo debutto meno di un anno fa, l'8 dicembre del 2018. Verissimo che, ad oggi, non ha affrontato avversari di alto livello, ma è anche normale per un pugile che deve farsi le ossa e sul quale si punta per un futuro titolo. Ad oggi ha disputato soltanto match sulla distanza delle sei riprese, si attende di vedere la sua tenuta in un combattimento più lungo anche se le sue caratteristiche sono quelli di un pugile che cercherà sempre di accorciare la distanza e finire il match il più rapidamente possibile.

Tra gli obiettivi di Vianello, inoltre, c'è quello di riportare in Italia un'attenzione mediatica verso la boxe che sembra ormai sopita da anni e si risveglia improvvisamente solo quando qualche 'big' sale sul ring, anche se il fatto stesso che il match mondiale tra Wilder ed Ortiz non sia stato tramesso nel Bel Paese rende l'idea su un periodo non certamente aureo. Chissà che la certezza, in futuro, di avere un protagonista italiano tra i pesi massimi non possà far suonare definitivamente la sveglia.

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