E' stato un incontro volto alla conoscenza e all'approfondimento sul nuoto e sul nuoto paralimpico quello offertoci dall'Asd "Il Sottomarino", che ci ha dato la possibilità di "entrare in piscina" con i bambini e i ragazzi da essa seguiti.

Abbiamo intervistato il presidente dell'Asd, Giulio Polidoro e i tecnici specializzati, Alessandra Faraone e Tiziana Siragusa, che ci hanno illustrato le attività svolte dai ragazzi con disturbi intellettivi e relazionali e autismo nonché i benefici che queste attività hanno sugli stessi.

Le interviste

Un incontro, quello col bambino o ragazzo ed il suo istruttore, che parte da zero, ma che gradualmente intende raggiungere l'obiettivo della creazione di un gruppo di nuoto: "Quando ci troviamo davanti un ragazzo o un bambino con neurodiversità - ha detto Giulio Polidoro - partiamo da un livello zero, portandolo piano piano a lavorare in gruppo. Il gruppo di oggi è formato da quasi tutti soggetti autistici a funzionamento cognitivo medio-basso".

Cosa significa "funzionamento cognitivo medio-basso"?

"Il funzionamento cognitivo medio-basso - ha spiegato Giulio Polidoro - classifica i ragazzi che non possiedono una buona capacità di linguaggio, presentano un ritardo cognitivo piuttosto elevato e hanno difficoltà di coordinazione e autoregolazione, che spesso manifestano con comportamenti-problema legati alla frustrazione e stanchezza. Per tale ragione sono seguiti da tre istruttori specializzati in questo tipo di problematiche".

Qual è, invece, l'approccio con i bambini più piccoli?

"L'approccio ludico che abbiamo con i bambini dai 7/8 anni fino ai 10 anni, è sempre quello di farli lavorare in gruppo con un istruttore, formando gruppetti di 4 o 5 bambini al massimo, focalizzando le attività esclusivamente sul nuoto in un clima di gioco e divertimento".

In che cosa consiste il Metodo Multisistemico in acqua?

"Questo metodo - ha spiegato Giulio Polidoro - intende concentrarsi sullo sviluppo delle abilità sportive attraverso l'utilizzo di un insieme diversificato di attività, che parte dall'intervento sul comportamento e sull'acquaticità del ragazzo per giungere alla creazione del gruppo sportivo.

In quest'ultima fase, i ragazzi vengono affidati ad istruttori esperti e specificamente formati sull'autismo".

Un gruppo corposo di questi ragazzi con spettro autistico e funzionamento cognitivo e psicomotorio elevato, partecipa e vince, da due anni circa, gare agonistiche di nuoto raggiungendo livelli molto alti. Il prossimo Campionato prenderà il via con molta probabilità a febbraio 2020.

Quale componente è particolarmente importante nella relazione con questi ragazzi?"

"È dura, all'inizio, trovare un canale comunicativo - ha affermato Alessandra Faraone - per cui è importante saper leggere attentamente il linguaggio paraverbale del corpo e avere tanta empatia e amore nei loro confronti affinché possano avere fiducia in te e riconoscerti come punto di riferimento".

L'autismo, per molti, è un argomento poco conosciuto, questo crea pregiudizio secondo te?

"Più che pregiudizio credo si tratti di poca conoscenza dell'autismo - ha concluso la Faraone - perché osservare un comportamento diverso da quello che siamo abituati a vedere può far paura, ma non c'è nulla di cui aver paura, basta solo una carezza in più".

Quali sono gli esercizi che svolgono i ragazzi in acqua

"Superata la fase iniziale rappresentata dal rapporto 1:1 con i ragazzi - ha spiegato Tiziana Siragusa - si procede con gli esercizi di acquaticità quali scivolamento in avanti e indietro, gli esercizi di propulsione delle gambe e quelli per la respirazione.

Attraverso l'attività sportiva, cerchiamo di portare i ragazzi fuori dal contesto strutturato in cui svolgono quotidianamente le loro terapie per farli divertire e giocare".

Quanto tempo occorre per osservare dei cambiamenti tangibili del loro comportamento?

"Il tempo lo decidono loro, in base alle loro individualità, ma il supporto di un buon istruttore e la motivazione costante permettono di raggiungere risultati importanti che sono una gioia per loro, ma anche per noi".

Quali le novità in ambito Paralimpico nazionale?

"Di recente la Fisdir, la Federazione Italiana Sport Disabili Intelletivo e Relazionali, ha modificato il proprio statuto - ha concluso Giulio Polidoro - in quanto facente parte del Comitato Italiano Paralimpico (CIP) divenuto Ente Pubblico Nazionale".

"Questo, ci auguriamo, potrebbe rappresentare un vantaggio per gli sport paralimpici, per le associazioni che lavorano in questo settore, in quanto potranno godere di agevolazioni ed incentivi per portare avanti i propri progetti, e per le famiglie dei ragazzi che spesso sostengono costi elevati per permettere ai propri figli di svolgere queste attività".

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