Tra i tanti volti noti che sono volati in Sudamerica in occasione del Tour Colombia che scatta oggi c’è anche Claudio Chiappucci. El Diablo, grande campione e personaggio del Ciclismo tra gli anni ottanta e novanta, ha parlato ad un giornale locale evocando i ricordi dei Mondiali che si tennero in Colombia nel 1995. Chiappucci fu costretto al ritiro dopo una caduta nella giornata che incoronò sul tetto del mondo lo spagnolo Abraham Olano. L’ex corridore ha anche mostrato quanto poco apprezzi il ciclismo di oggi, molto diverso da quello spumeggiante e coraggioso che ha interpretato sulle grandi salite del Giro d’Italia e del Tour de France.

Claudio Chiappucci: ‘Che ciclismo noioso’

Durante la sua permanenza in Sudamerica per il Tour Colombia, Claudio Chiappucci ha concesso un’intervista al giornale El Tiempo, in cui ha espresso tutta la sua delusione per il ciclismo attuale in cui prevalgono attendismo e strategie. “Il ciclismo è noioso, quasi non ci sono attacchi ed è l’opinione di tutti” ha commentato El Diablo, la cui immagine resta legata a grandi imprese costruite con audaci attacchi da lontano, proprio quello che nel ciclismo attuale è sempre più raro.

“La gente vuole più attacchi. Oggi non ci sono corridori che attaccano da lontano e lo spettacolo non c’è” ha continuato Chiappucci sottolineando anche come oggi non ci siano più le rivalità di una volta ad accendere la passione del pubblico. “Non esistono le rivalità, noi correvamo tutto l’anno. Facevamo le classiche, il Giro, il Tour, la Vuelta. Invece ora ognuno sceglie a quale corsa va, è tutto molto pianificato” ha criticato Chiappucci.

I dubbi su Bernal

Naturalmente El Tiempo ha chiesto a Claudio Chiappucci anche qualche parere sui protagonisti del ciclismo colombiano. L’ex corridore ha espresso qualche perplessità sulle possibilità a lungo termine di Egan Bernal nonostante la vittoria del Tour de France ad appena 23 anni. “Ha vissuto in Italia ma è cambiato molto da quanto è andato alla Ineos. Non so se sarà lui il riferimento nella nuova generazione.

Vedremo cosa ci dirà il tempo. Il Tour lo ha vinto bene, ma non così super. Quando sei giovane hai più motivazioni, con gli anni vedremo se diventerà un corridore di quelli che si definiscono storici” ha commentato Chiappucci che tra i corridori colombiani dei suoi tempi ha ricordato Oliverio Rincon: "Un grande scalatore con cui ho avuto diverse battaglie e che avrebbe potuto vincere di più".

I Mondiali in Colombia con Pantani

Claudio Chiappucci ha parlato anche di una corsa rimasta ben impressa nella mente degli appassionati, i Mondiali di ciclismo che si tennero proprio in Colombia nel 1995. La corsa iridata si disputò su un percorso durissimo, uno dei più difficili di sempre, in alta quota e in una giornata di pioggia, tutti fattori che la resero una gara ad eliminazione.

La nazionale azzurra era composta da corridori già affermati da anni come Chiappucci e Bugno, ma anche dal giovane Marco Pantani.

La corsa di Chiappucci si interruppe presto a causa di una caduta. “Stavo bene, ma caddi negli ultimi tre giri. Dopo quella dura salita c’era una discesa pericolosa. Quel giorno era piovuto, la strada era bagnata” ha raccontato El Diablo ricordando poi un episodio particolare di quella corsa. “Non è un bel ricordo perché Marco Pantani, che arrivò terzo, attaccò quando io caddi. Questo non mi era piaciuto” ha rammentato ancora Chiappucci, che concluse la corsa ritirandosi.

Il successo andò poi a Abraham Olano, il numero due della Spagna che approfittò della presenza del suo capitano Miguel Indurain per avvantaggiarsi prima della salita. Indurain battè poi Pantani nella volata per il secondo posto.

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