Una possibile ripresa delle corse a luglio/agosto, una stagione allungata di qualche settimana e con il Giro d’Italia in una collocazione inedita. Sono i punti essenziali dello stravolgimento che subirà il calendario del ciclismo professionistico dopo lo stop dovuto all'emergenza mondiale del virus, come anticipato dal presidente della Federciclismo e vicepresidente dell’Uci Renato Di Rocco. Nei prossimi giorni il numero uno del ciclismo italiano parteciperà ad un’importante video conferenza con i rappresentanti delle squadre, dei corridori e degli organizzatori delle corse.
Sarà un momento cruciale per fare il punto della situazione, mettere insieme le varie opzioni per ricostruire il programma stagionale con le corse annullate in questo periodo di stop e quelle che sono già in calendario per la seconda parte dell’anno.
Tre date per la ripartenza
Il presidente federale Di Rocco ha premesso che la situazione attuale della pandemia non permette di avere delle date certe per poter far ripartire la stagione del ciclismo. Tuttavia, si sta lavorando su tre opzioni, ritenendo possibile riprendere le corse in estate e recuperare gli appuntamenti più importanti che sono stati cancellati, dalle classiche monumento al Giro d’Italia, senza dimenticare che il Tour de France resta sempre in dubbio.
Di Rocco ha fatto le tre date del 1° luglio, del 15 luglio e del 1° agosto come punti di ripartenza del ciclismo professionistico. “La prima data da individuare penso sarà il primo luglio” ha spiegato il Presidente della Federciclismo aggiungendo che i ciclisti avranno bisogno di un mese di tempo dal momento della ripresa degli allenamenti a quello della prima corsa in calendario.
Giro d’Italia, possibile recupero estivo
Di Rocco è poi entrato più nello specifico della risistemazione del programma, ritenendo centrale la decisione che sarà presa sul Tour de France. ASO, la società organizzatrice della corsa francese, si è presa tempo fino al 15 maggio per capire se ci saranno le condizioni per confermare la partenza prevista originariamente per il 27 giugno o se ci sarà uno slittamento.
“Se non si dovesse spostare il Tour de France, agosto potrebbe essere una soluzione per il Giro d’Italia. se invece il Tour dovrà spostarsi si darà priorità al Tour come impatto mediatico nel mondo, poi al Giro d’Italia” ha annunciato il presidente della Federciclismo, consapevole che l’operazione non sarà semplice visto che “lo spazio è ridotto” pur se la stagione sarà allungata almeno fino a fine ottobre come già confermato dall'UCI. Di Rocco ha anche detto no ad un ciclismo a porte chiuse, ipotesi avanzata in Francia per poter svolgere il Tour. “Far mancare la passione popolare a questo evento non penso sia una buona opportunità” ha concluso il numero uno del ciclismo italiano.