Nella mattinata di oggi, 12 marzo, si è svolta ad Olimpia, in Grecia, la tradizionale cerimonia di accensione della fiamma olimpica. Dal 1960 la fiamma inizia il suo viaggio qualche mese prima dell'apertura dei Giochi: 11 sacerdotesse accendono il fuoco ponendo una torca all'interno di uno specchio parabolico concavo che concentra i raggi del sole. Quest'oggi però il comitato organizzatore greco si è visto costretto ad adottare misure stringenti: niente pubblico, solamente pochi invitati tra membri del comitato olimpico e giornalisti.

Così, a 134 giorni dall'inizio delle Olimpiadi, parte il viaggio della fiamma olimpica, che dovrebbe raggiungere il Giappone il 26 marzo. La torcia arriverà a Fukushima - città simbolo del violento terremoto che nel 2011 ha causato uno tsunami e il conseguente incidente nucleare - toccherà 47 prefetture dell'arcipelago e 857 comuni e infine arriverà ad illuminare il braciere che il 24 luglio darà ufficialmente inizio ai XXXII Giochi Olimpici estivi.

Emergenza Covid-19: possibile rinvio di Tokyo 2020?

L'emergenza Coronavirus nel mondo continua far cancellare eventi che comportano il raggruppamento di più persone. Il Giappone con 639 casi positivi e 16 morti è il decimo paese al mondo per contagi. Quello che molti si chiedono è se ciò avrà dei risvolti sulle prossime Olimpiadi. Un possibile rinvio dei Giochi non sarebbe più solamente un'ipotesi, ma un'opzione.

Già lo scorso 26 febbraio il premier giapponese, Shizo Abe, aveva parlato di un eventuale slittamento di due settimane dell'inizio dei Giochi, ipotesi concessa dalle regole del Comitato Olimpico Internazionale, ma immediatamente smentita dal CIO stesso, che assicura il regolare svolgimento delle Olimpiadi.

E' invece di questi giorni una prima proposta concreta di rinvio, arrivata direttamente da Haruyuki Takahashi, membro del consiglio direttivo del comitato organizzatore giapponese, che in un'intervista al Wall Street Journal parla di posticipare Tokyo 2020 di uno o due anni, presumibilmente due perchè l'anno prossimo il calendario degli eventi sportivi è già troppo pieno.

Di parere opposto è la ministra dello sport con delega ai Giochi Seiko Hashimoto, ex atleta olimpica nipponica, che giudica impossibile un rinvio: "Un ritardo non è in esame, con gli atleti di punta nel mezzo della preparazione per questo evento che si verifica solo una volta ogni quattro anni, è impossibile una cancellazione o un rinvio di Tokyo 2020", ha sostenuto di fatti la ministra in un'audizione parlamentare.

Le rassicurazioni del CIO

La smentita ufficiale arriva dal comitato organizzatore, che non ha mai considerato l'ipotesi di annullare o spostare i Giochi: Takahashi infatti aveva diffuso la sua personale opinione, rispondendo ad una domanda ipotetica.

Dello stesso parere è anche il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Thomas Bach, che assicura il regolare svolgimento dei Giochi e la prosecuzione dei preparativi per l'apertura delle Olimpiadi, puntuale il 24 luglio.

Al momento l'ipotesi di rinvio sembra remota, almeno per il comitato olimpico giapponese e per il governo. L'ultima parola spetta comunque al CIO, che entro fine maggio dovrà prendere una decisione concreta. Ciò che finora è certo è che le gare non si svolgeranno a porte chiuse, troppi sarebbero i danni all'economia Giapponese, tra mancato ritorno degli sponsor e biglietti già venduti.

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