Partito alla grande nello scampolo iniziale della stagione prima dello stop causato dall’emergenza sanitaria, Nairo Quintana sta passando questo periodo nella sua casa di Boyaca, in Colombia. Dopo aver vinto l’ultima tappa della Parigi Nizza, lo scalatore della Arkea Samsic è rientrato nel suo paese dove è rimasto per due settimane in totale isolamento, come imposto dalle regole che mirano a contenere il contagio. Ora Quintana ha concluso questo periodo e sta passando questi giorni con la sua famiglia nella sua casa, da dove ha parlato all’emittente colombiana Radio Caracol esprimendo tutta la sua delusione per il comportamento che stanno tenendo troppi connazionali.

Nairo Quintana: ‘Triste nel vedere tanta gente per le strade’

Durante l’intervista a Radio Caracol Nairo Quintana ha raccontato come in Colombia non ci sia ancora una presa di coscienza reale da parte della gente sull’emergenza sanitaria che sta tormentando il mondo. Il corridore della Arkea, che ha vissuto direttamente l’esplodere dell’allarme in Europa, ha menzionato un episodio a questo proposito: “Ieri ho telefonato ad un supermercato per farmi preparare della frutta. Sono uscito unicamente per andare a questo supermercato. Sono rimasto molto triste nel vedere tanta gente per le strade, sembrava un giorno più che normale. Mi ha lasciato molta delusione perché stiamo tutti facendo un grande sforzo e ci sono persone che non capiscono il problema e quelle persone poi sono quelle che si lamentano della salute pubblica” ha denunciato Quintana.

‘Godiamoci il momento dello sport colombiano’

Quintana ha parlato anche del suo giovane connazionale Egan Bernal, già ritenuto da tempo il suo erede come numero uno del Ciclismo colombiano. Dopo la vittoria al Tour de France dello scorso anno, Bernal ha già preso il posto del corridore della Arkea nel cuore di molti tifosi.

La maglia gialla in carica ha dimostrato di aver trovato subito quella concretezza e solidità che invece spesso sono mancate a Quintana bloccandolo nella sua lunga caccia al Tour. Il vecchio campione, rigenerato dal cambio di squadra, ha però respinto paragoni e rivalità con il giovane connazionale, anche nel solco della speciale amicizia e solidarietà che unisce tutti i corridori colombiani al di là delle diverse maglie di club indossate.

“Ognuno ha i suoi tifosi, a qualcuno piace di più uno, a qualcuno l’altro e così nascono questi confronti” ha risposto Quintana alle domande sui paragoni con Bernal. “A volte le persone fanno confronti senza nessun fondamento, invece sarebbe più importante godersi questo momento che sta vivendo lo sport colombiano” ha aggiunto il vincitore del Giro d’Italia 2014.

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